Visitare Pompei

Cosa vedere: visitare Pompei ed Ercolano

Scavi Ercolano

Continua il viaggio alla scoperta di Pompei e dintorni. Ti h0 già parlato di alcuni siti archeologici che sfuggono ai tour quotidiani, ma che trasudano ugualmente fascino e tradizione. Ti ho accompagnato con le mie parole anche negli scavi della vicina Oplonti dove le porte di Villa Poppea attendono solo di essere varcate dal tuo sguardo curioso e incantato.

Oggi voglio suggerirti ancora qualcosa che dovresti vedere se hai deciso di soggiornare nella città alle pendici del Vesuvio e condurti pian piano alla scoperta un altro luogo di millenaria bellezza: Ercolano.

A Pompei e Ercolano i luoghi di interesse che compongono gli antichi Scavi sono molti e non smettono mai di sorprendere. Assaporali poco alla volta proprio come un piatto saporito della tradizione mediterranea. Fermati tra le stradine, le domus, i giardini e vivili con gli occhi, il cuore e la mente mettendoti nei panni dei suoi cittadini romani che un tempo animavano quegli spazi. Visitare Pompei ed Ercolano e ben più di un breve viaggio, è un’esperienza.

Alla scoperta di Pompei

Ricordi come raggiungere Pompei vero? Prima di raggiungere altre località che si trovano nei dintorni, come appunto Ercolano, diamo uno sguardo ai monumenti che devi assolutamente visitare nel momento in cui arrivi in questo antico centro della Campania.

Casa di Menandro

L’edificio deve il suo nome all’affresco del commediografo latino Menandro ritrovato al suo interno. Ha una superfice di ben 1800 mq e pare sia appartenuta a una famiglia benestante dell’antica Pompei.

L’ingresso è riccamente decorato con scene di caccia e paesaggi agresti. Ci sono dipinti risalenti al “quarto stile” che rappresentano anche alcune scene della guerra di Troia. L’ambiente termale della casa dà l’idea del lusso sfarzoso con cui erano soliti vivere i patrizi pompeiani. Qui si trova un mosaico con al centro un acanto circondato da pesci e delfini.

Scavata negli anni 1926-1932 è una delle case che si sono meglio conservate nel corso del tempo.

Tempio di Iside

Si trova nella zona dei teatri ed è uno degli edifici che non è stato danneggiato dall’incedere dei secoli. I suoi colori lo rendono un vero e proprio gioiello da visitare. Dedicato al culto della divinità egiziana Iside, nell’edicola veniva conservata l’acqua del Nilo, i cittadini di Pompei la utilizzavano per le cerimonie domestiche. Nell’edicola ci sono decorazioni a fondo azzurro, rosso e giallo con raffigurazioni di processioni e figure devote alla dea Iside, insieme ad alcune divinità romane.

Nella parte sinistra della scalinata si trova l’altare principale, al momento del ritrovamento conteneva ancora le ceneri e le ossa dei sacrifici che si svolgevano per onorare la divinità. L’edificio fu ritrovato tra il 1764 ed il 1766 e suscitò una vasta eco in tutta Europa.

Lo sapevi che Wolfgang Amadeus Mozart ne rimase affascinato? Si ispirò al Tempio di Iside per la sua opera Il flauto Magico.

La Casa di Pinarius Cerialis

Di proprietà di un intagliatore di pietre o gemme, al suo interno furono ritrovate 116 gemme, pietre in vetro e cammei. Sai cosa sono? Si tratta di gioielli realizzati attraverso l’incisione di una pietra stratificata. Questo lavoro artigianale è ancora molto vivo a Pompei e lungo le strade del centro, tra i negozi è facile scorgere botteghe che ancora si dedicano a questa attività. La casa è di particolare interesse per il cubicolo affrescato con scene di teatro.

Casa dei Vettii

L’edificio è una domus di lusso e apparteneva a ricchi liberti.

Apparteneva alla famiglia Vettii, probabilmente tra le più facoltose di Pompei: i due fratelli Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, semplici liberti, fecero fortuna grazie ad attività produttive e mercantili.

Rimarrai colpito dallo stile rosso pompeiano che affresca le pareti del salotto e dalle rappresentazioni degli antichi mestieri e giochi, tra gli affreschi, di particolare bellezza è quello che raffigura il mito di Parsifae.

Nella cucina potrai vedere graticole e pentole, qui fu ritrovata la statua fontana di Priapo, dio della fertilità.

Affresco nella Casa dei Vettii

Affresco: il mito di Parsifae

Alla scoperta di Ercolano

Anche questo luogo deve la sua fama all’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. con la sua lava il vulcano fermò per sempre il tempo e la vita della città ma i suoi fanghi e ceneri hanno consentito di conservare quasi perfettamente le antiche case, teatri e templi. Come Pompei anche Ercolano con i suoi scavi è meta di milioni di turisti ogni giorno. Sei pronto anche tu a tuffarti nella storia?

La citta venne alla luce nel 1709 durante gli scavi per la creazione di un pozzo. Emersero alcuni marmi pregiati, rivestimento di un antico teatro. Gli scavi continuarono per tutto il 18esimo e il 19esimo secolo. Ercolano deve il suo nome al dio Ercole che, secondo la mitologia greca, pare si sia recato nei pressi del Vesuvio e abbia fondato una città in suo nome, Hercolaneum.

Rispetto a Pompei, Ercolano ha un aspetto meno imponente e più raccolto: era considerata dai romani una località residenziale. Voglio darti un suggerimento prima di visitare gli scavi: dai un’occhiata al padiglione aperto di recente, ospita i resti di una nave carbonizzata ritrovata sulla spiaggia con alcune decine di scheletri e monete. Probabilmente rappresenta l’ultimo disperato tentativo di fuga dall’eruzione.

Piccola curiosità: gli scavi ritrovati sono solo una parte dell’antica città, sotto la moderna Ercolano si trovano quartieri ancora sepolti. In questi luoghi la Storia non smette mai di riservare sorprese e si fonde continuamente con il Presente.

Gli scavi si compongono di quartieri racchiusi in un incrocio ortogonale di tre cardini e due decumani. Tra le stradine della ritrovata Hercolaneum sono molti i punti di interesse, ecco qualche suggerimento.

Casa dei Cervi e Casa dell’Atrio

La Casa dei Cervi è forse la dimora più elegante dell’antica Ercolano. Potrai visitare le terrazze da cui ammirare lo splendido panorama del golfo di Napoli. Al suo interno è stata ritrovata una statua che rappresenta due cervi sbranati da un cane. La Casa dell’Atrio è costituita da un ingresso con pavimentazione in mosaico. Anche per questa domus il panorama è spettacolare, affaccia sul mare.

Casa di Nettuno e Anfitride

La casa deve il suo nome al mosaico in pasta vitrea che decora la parete orientale dell’edificio. Nella zona nord c’è un ninfeo rivestito da un mosaico abbellito con maschere teatrali in marmo. Poco distante è sistemato un serbatoio che alimentava la fontana. La casa confina con un’antica bottega che conserva anfore e resti di un letto in ottone.

Villa dei Papiri

L’edificio è uno dei più suggestivi di Ercolano, fu sepolto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. e riscoperto a partire dal 1750 sotto la guida degli archelogi Rocque Joaquin de Alcubierr e Karl Jakob Webere, quest’ultimo fu l’unico a realizzare le piante dell’edificio. Tra le sue mura la Villa conservava una biblioteca con oltre 1800 papiri, alcuni riguardanti la filosofia epicurea. Molti di questi sono andati peresi nel corso delle esplorazioni, altri sono stati analizzati e messi in salvo, ma c’è un cospicuo numero di carteggi che deve essere ancora tradotto dal greco e studiato.

La sua costruzione avvenne tra il tra il 60 e 50 a.C., il proprietario, secondo gli archelogi, potrebbe essere Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Gaio Giulio Cesare oppure il figlio, Lucio Calpurnio Pisone Pontefice. Villa dei Papiri sorgeva, prima dell’esplosione del Vulcano, a strapiombo sul mare lungo la linea di costa. Glia ambienti aperti al pubblico sono: atrio, basis villae ed alcune stanze di un livello inferiore.

Ha una struttura a forma di quadrato suddivisa a sua volta in quattro quadrati che delimitano le stanze, quelle nell’area meridionale dedicate ai servizi e quelle nella zona settentrionale di tipo residenziale. L’ingresso si apriva sul mare, preceduto da un portico a colonne, è pavimentato con un mosaico con tessere bianche e nere.

Continuando potrai ammirare l’impluvium contornato da statue e fontane. Nell’ambulacro furono rinvenute statue in marmo e bronzo, raffigurano: il Satiro ebbro, Hermes in riposo, Pan con la capra, un’erma che ritrae probabilmente Lucio Anneo Seneca e i Corridori. Le opere sono esposte al Museo archeologico nazionale di Napoli. Prima di andar via regalati un’ultima passeggiata che conduce al belvedere.

Ercolano offre anche altri spunti: Il Miglio d’oro, un tratto della SS18 Tirrena inferiore che va dagli Scavi archeologici di Ercolano a Palazzo Vallelonga a Torre del Greco. Cosi chiamato per la bellezza dei suoi paesaggi e l’eleganza delle ville settecentesche.

Ancora un’ultima cosa, non perderti il MAV (museo archeologico virtuale)  attraverso filmati in 3D potrai immergerti nella vita quotidiana di Pompei ed Ercolano prima della fatale eruzione del 79 d.C.

Come arrivare a Ercolano

Semplice, da Pompei basta scegliere una delle stazioni della Circumvesuviana, va bene sia la linea Napoli-Poggiomarino che la Napoli-Sorrento. Allo stesso modo se provieni da Napoli ti conviene muoverti con la Circumvesuviana, la stazione si trova nei pressi di Piazza Garibaldi. Se ti muovi in auto da Pompei a Ercolano ci voglio circa 20 minuti imboccando l’A3/E45.

Da Pompei a Ercolano, un viaggio di storia e bellezza. Hai ancora qualche suggerimento? Lascialo nei commenti!

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