Visitare Pompei

Cosa vedere: visitare Pompei e Stabia

Stabia - Villa San Marco

Decidere di soggiornare a Pompei significa compiere un viaggio infinito dentro la storia senza mai abbandonare il presente. Non ti sembrerà affatto strano sentirti come un viaggiatore disperso nei meandri del tempo e probabilmente avrai la sensazione di vivere un sogno ad occhi aperti.

A Pompei c’è tutto. Storia, tradizioni, mondanità, mistero. A proposito, dai un’occhiata a Villa dei Misteri che ha riaperto le sue porte al pubblico di recente. Gli affreschi che decorano gli ambienti rappresentano un antico culto, forse dionisiaco. Per gli studiosi la disputa è ancora aperta.

La scoperta dei suoi scavi è un cammino intrigante che continua anche nelle vicine città di Oplonti, ErcolanoBoscoreale  tutte accomunate dall’eruzione del Vesuvio del ’79 a.C., ceneri e lapilli hanno consentito che questi luoghi pervenissero ai posteri quasi intatti. Dietro una tragedia costata migliaia di vite umane la natura opera in modo misterioso, prima matrigna, poi madre custode di reperti preziosi.

Ricorda che muoversi a Pompei è semplice. Se sei in auto e temi di non trovare un luogo adatto dove sostare niente panico. In città ci sono numerosi parcheggi nella zona adiacente al Santuario e nei pressi del sito archeologico.

Scoprendo Pompei

Ecco ancora qualche suggerimento se hai deciso di trascorrere una settimana di relax all’ombra del Vesuvio. Ti accompagnerò tra gli antichi Scavi baciati dal sole alla scoperta di monumenti e curiosità, e poi sarà la volta di Castellammare di Stabia. Sarà come un piccolo sogno sospeso tra terra e mare.

Casa dei Mosaici Geometrici

Questa domus composta da oltre 60 stanze, unisce due abitazioni risalenti al II-III secolo a.C., e si trova nella zona a sud-ovest di Pompei scavi, in posizione panoramica. È caratterizzata da un ingresso molto ampio che introduce a diversi ambienti tra cui il peristilio.

Quando entrerai in questa antica abitazione fermati ad osservare le pavimentazioni in mosaico con motivi geometrici in bianco e nero, rappresentano una vera e propria opera d’arte frutto delle sapienti mani degli antichi artigiani pompeiani.

Casa del Chirurgo

È una delle abitazioni più antiche della città, al suo interno furono ritrovati circa quaranta attrezzi chirurgici in ferro e bronzo conservati al Museo archeologico nazionale di Napoli. Fu scoperta nel 1770 in epoca borbonica, la prima area a rivedere la luce dopo l’eruzione del 79 a.C. fu l’ampio giardino.

La facciata è costruita in blocchi di calcare mentre i muri interni sono ad opera a telaio. L’atrio che affaccia sul giardino conduce agli ambienti dedicati alle attività quotidiane: la cucina con un focolare e bagni. La stanza di maggior interesse è un ambiente finestrato che lascia passare la luce del sole che solitamente illumina le pareti affrescate. Evocativa la rappresentazione di una donna intenta a dipingere Dioniso su una tela sorretta da un amorino.

Terme suburbane

Le terme sorgono nella zona nord occidentale di Pompei, nei pressi di Porta Marina lungo la cinta muraria. L’edificio si articola su due piani: quello inferiore era riservato alle terme, mentre quello superiore si componeva di stanze che godevano di una meravigliosa vista mare. Si accede all’edificio da via Marina che apre sul giardino dove sono situati i due ingressi alle terme.

Un tempo questi luoghi erano colmi di vapori e oli profumati. Due erano le piscine pronte ad accogliere i cittadini pompeiani e a sollevarli dalle loro fatiche: una d’acqua calda e una d’acqua fredda con pareti in mosaico e una nicchia da cui sgorgava una cascata d’acqua. Nella sala fredda lo spogliatoio è affrescato da dipinti erotici.

Scoprendo Castellammare di Stabia

Non solo Pompei ed Ercolano, anche Castellammare di Stabia ha i suoi scavi. Stabiae era una cittadina romana seppellita da ceneri e lapilli durante l’eruzione del Vesuvio del 79 a.C.

Si sviluppa nel cuore dell’odierna città di Castellammare di Stabia, anche se un po’ più in alto, precisamente dove sorge la collina di Varano, teatro dei primi ritrovamenti. Mentre Pompei ed Ercolano erano città a carattere residenziale, Stabiae invece era un luogo dedicato principalmente alla villeggiatura, anche se l’area archeologica è di dimensioni più ridotte rispetto alle due cittadine vicine.

Tanto lusso quindi, sfarzose ville residenziali erano la norma a Stabiae, anche se non mancava qualche villa rustica. I reperti hanno visto la luce per la prima volta nel 1749. Fu quindi durante il regno di Carlo di Borbone che si prese coscienza dell’enorme portata della scoperta, ma si dovrà aspettare il 1950 per assistere a una sistematica e ordinata messa a punto degli scavi archeologici.

Quest’anno anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha deciso di concedersi una visita all’antica Stabiae, prima del suo consueto periodo di pace e relax nella vicina isola d’Ischia. Gli scavi archeologici ad oggi sono visitabili solo in parte. Gli unici plessi aperti al pubblico sono Villa Arianna, Villa San Marco e il Secondo Complesso.

Ad oggi gli Scavi contano trentamila visitatori all’anno.

Degli undicimila metri quadri totali, ne sono stati scavati duemilacinquecento. A Karl Weber va il merito di aver condotto la prima campagna di scavi tra il 1757 e il 1762. Sarà Libero D’Orsi nel 1950 a riprendere gli scavi, tutt’oggi in corso.

Villa Arianna

Un dipinto raffigurante il mito di Arianna abbandonata da Teseo dà il nome a questa enorme villa d’’otium. Situata all’estremità ovest della collina di Varano, è in posizione panoramica. Fu scavata tra il 1757 e il 1762 sotto la guida dell’archeologo Kar Weber. Una parte dell’edificio è ancora interrato, in futuro ancora molti reperti e tesori potrebbero venire alla luce.

La zona scavata si estende per 2500 metri quadrati. L’aspetto complessivo è stato ricostruito dalle mappe borboniche che delineano sia i nuclei interrati sia quelli visitabili.  Sono quattro le aree principali della villa: ambienti di servizio e termali, ambienti ai lati del triclinio estivo, risalenti ad età neroniana; la grande palestra annessa alla villa in età flavia.

Se sei un appassionato di storia e arte resterai fortemente colpito dalle pareti affrescate quasi a grandezza naturale: mostrano scene legate alla mitologia ispirate a Dioniso. I pavimenti sono invece in mosaico con motivi in bianco e nero.

Villa San Marco

Situata sul ciglio di una collina deve il suo nome alla cappella costruita al suo interno nel 1700. Esplorata in epoca borbonica, è stata scavata tra il 1950 e 1962. È una tipica villa residenziale con piscina e giardino, offre uno squarcio della vita lussuosa che vivevano i cittadini benestanti di Castellammare di Stabia.

L’ingresso ad oggi è ancora sepolto ma conduceva al quartiere termale, caratterizzato dalla sala calda, fredda e da un tiepidarium. L’ambiente  della rappresentanza è molto sontuoso con pareti in marmo nella parte inferiore e affrescate nella parte superiore.

Secondo Complesso a Castellammare di Stabia

Questo edificio è collegato a Villa Arianna, e, vi si accede proprio da quest’ultima. Venne alla luce per la prima volta nel 1762, grazie alle ricerche di Karl Weber nel 1775 e di Pietro la Vega nel 1967, le esplorazioni continuarono sotto la direzione di Libero D’Orsi. Il peristilio apre su un porticato che introduce a diversi ambienti panoramici con vista sul mare.

Sul lato ovest si trova una peschiera con canne di piombo e zampilli. La zona sud dell’abitazione è chiusa al pubblico ma presenta un portico con colonne alle cui spalle sorge il quartiere termale. Nell’ala nord si sviluppano i locali dedicati alle attività quotidiane: la camera da pranzo e la camera da letto. Le pareti presentano un fondo in bianco e nero in terzo stile.

Relax al mare

Dopo la visita agli Scavi potrai rilassarti in riva al mare. Castellammare di Stabia è ricca di spiagge e lidi. Se il tuo desiderio è quello di camminare sulla sabbia morbida e dorata concediti un bagno tra acque cristalline, la spiaggia Plaja.

Se invece sei alla ricerca di una spiaggia ghiaiosa quelle  a Petrolo, a Marina Grande, a Guidaloca potrebbero incontrare i tuoi gusti di esperto nuotatore. Dulcis in fundo la spiaggia di Scopello, celebre per i suoi faraglioni, è l’oasi di pace ideale per rinfrancare corpo e anima.

Se ti trovi a Napoli per arrivare a Castellammare di Stabia hai a disposizione diverse opzioni, puoi prendere la Circumvesuviana in direzione Napoli/Sorrento e scendere alla fermata Via Nocera per raggiungere l’area archeologica in 20 minuti di cammino.

In auto percorri l’A3, per giungere a destinazione ci vorranno circa 40 minuti. Desideri raggiungere Castellammare di Stabia da Pompei? In auto ci vorrà davvero poco tempo, circa 15 minuti passando per la SS 145.

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Da Pompei a Castellammare di Stabia un lungo itinerario tra bellezza e storia, se hai qualche domanda o curiosità lasciala nei commenti oppure contattaci qui.

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