Visitare Pompei

Cosa vedere: visitare Pompei e Boscoreale

Cosa vedere a Pompei e Boscoreale

Scoprire Pompei giorno dopo giorno, è questa la tua idea di vacanza sul Mediterraneo. Un’idea davvero ottima. Pompei è una città ricca di storia, bellezza e mistero, come una donna affascinante a cui è impossibile resistere, deve essere scoperta lentamente. Ti stupirà.

In questa cittadina alle falde del Vesuvio ti sentirai al posto giusto, nel luogo in cui dovevi essere, dove si è sviluppata la moderna civiltà, e sarai anche tu figlio di queste terre. Quando dovrai andare via avrai instaurato un legame quasi ancestrale con gli Scavi, il Santuario, il centro abitato e vorrai ritornare per vedere ancora, per conoscere ancora frammenti di storia che appartengono all’umanità, a te.

Non aspettare, tuffati ora nella maestosità delle antiche ville romane, ora nei misteriosi templi fino ad assaporare la vita quotidiana nelle vecchie botteghe e campi coltivati. Se hai poco tempo a disposizione basta anche un solo giorno per visitare Pompei ma il mio consiglio è quello di restare a lungo anche per dare un’occhiata a Ercolano, Oplonti e alle altre mete turistiche vicine.

Arrivare a Pompei significa entrare nel cuore della Campania Felix, da questa città puoi facilmente avventurarti anche in un tour tra le isole del Golfo.

Pompei, tanta bellezza

Ecco ancora qualche consiglio su cosa vedere a Pompei, e avventurarti in seguito, negli Scavi di Boscoreale, non sono molto lontani dalla città e meritano senza dubbio una visita.

La Casa di Sallustio

Nell’area archeologica di Pompei fermati ad ammirare la Casa di Sallustio, risale al IV secolo a.C., ma fu scavata solo tra il 1805 e il 1809. Sapevi che durante la seconda guerra mondiale fu colpita da una bomba? Il suo nome deriva da un’iscrizione elettorale sulla facciata, ospitava ben sei botteghe. Il corridoio d’ingresso al centro che si collega all’atrio, da qui potrai accedere ai diversi ambienti.

La domus si distingue per eleganza e gusto, il giardino profumato di lauri e fiori era abbellito da una fontana di particolare bellezza con un cervo intento a dissetarsi in una conchiglia. La zona bagno era accanto a una piccola fonte e c’era anche una sala da ballo. Nelle botteghe adiacenti noterai una serie di anfore usate per conservare il vino e le fornacette per cuocere il cibo.

Prova a chiudere gli occhi, se ti concentri potrai immaginare l’operosità che animava questi luoghi: mani che impastano il pane, anfore bagnate da vino rosso e intenso.

Macellum

In questo edificio pubblico si svolgeva il mercato della città, specializzato nella vendita di carne e pesce. Fu riportato alla luce dalla dinastia borbonica tra il 1818 e il 1822. Si trova a nord est del Foro, fra via degli Agustali e i Lari Pubblici, in una posizione defilata per non disturbare le attività della piazza. La struttura ha una pianta rettangolare con tre ingressi. I muri esterni in opus reticolatum rappresentano uno dei migliori esempi di questa antica tecnica edilizia e si sono conservati quasi perfettamente.

Le botteghe erano poste al di fuori delle mura, quelle a ovest erano occupate dai cambiavalute, a nord invece, c’erano gli esercizi addetti alle vendite di generi alimentari. Gli archeologi ritrovarono anfore contenenti fichi, legumi, castagne e uva. Attualmente esposte al museo archeologico nazionale di Napoli.

L’interno del Macellum è caratterizzato da un cortile senza colonnato. Al centro della corte c’erano situate vasche e fontane per la pulizia del pesce. La parete ovest è affrescata da scene mitologiche tra cui Ulisse e Penelope che si ritrovano, oppure Medea che medita di uccidere i figli. Un tempo questo luogo era pieno di colori e brulicava di donne affaccendate a ricercare il miglior cibo per i ricchi patrizi pompeiani.

Santuario dei Lari Pubblici

Se ti piace il mistero e l’architettura devi assolutamente visitare questo luogo. L’architettura infatti è complessa e varia, si compone di nicchie colonne che si appoggiano alle pareti. Sulle basi rimaste ci sono delle statue di marmo e al centro era situato l’altare per i sacrifici.

Il Santuario era dedicato al culto dei Lari, dei protettori di Pompei. Fu costruito per propiziarsi la loro benevolenza, i cittadini credevano che queste divinità provassero una certa avversione per la città, scatenando appunto il terremoto del 62 a.C.

Boscoreale, piccolo gioiello

Che ne dici ora di andare alla scoperta di Boscoreale e dei suoi scavi? Situata a nord di Pompei va a incastonarsi proprio sotto le pendici del Vesuvio. A proposito se hai molto tempo e le lancette dell’orologio non ti obbligano a un tour prestabilito, lanciati in un’escursione fin nei pressi del cratere. Lasciati guidare da un esperto, resterai senza fiato di fronte al panorama che ti si estenderà di fronte. Mare e cielo ti sembreranno una cosa sola.

Boscoreale era considerato un sobborgo di Pompei, conosciuto dai latini come Pagus Augustus Felix Suburbanus. Le attività prevalenti erano legate all’agricoltura e alla pastorizia, in queste terre fertili si coltivavano cereali e viti. Da queste uve dal sapore intenso ancora oggi si produce uno dei vini campani più famosi al mondo: il Lacryma Christi, lasciati sedurre dai suoi profumi.

Nell’arco del 700 fu sottoposta a diverse esplorazioni ma fu solo nel 1876 che vennero alla luce i reperti più rilevanti, circa trenta ville rustiche utilizzate per lavori agricoli con alcuni appartamenti finemente decorati che appartenevano al proprietario. Durante il 1976 fu scoperto il famoso tesoro di Boscoreale, custodito all’interno di villa della Pisanella,  composto da 109 pezzi di oreficeria, e attualmente conservato al Louvre.

Oltre a villa della Pisanella, numerose altre ville romane sono state rinvenute a Boscoreale: la Villa di Publio Fannio Sinistore con i suoi numerosi affreschi di Venere e Eros, Arianna e Dionisio, le Tre Grazie. Villa Regina è l’unica visitabile, vieni a scoprirla. Ti farai un’ idea delle attività contadine e degli strumenti utilizzati per lavorare la terra.

 Villa Regina

Dedicata alla produzione del vino è stata completamente restaurata, risale al I secolo a. C. È caratterizzata da un cortile che ospitava anche una cella vinaria. Da quest’area si diramano i diversi ambienti: torcularium in cui era posto il torchio, una stanza adibita a cucina e deposito, una vasca per la premitura dell’uva, un granaio e una cisterna per l’acqua.

La stanza più importante è quella del triclinio affrescata con dipinti del III e IV stile. Nel portico è stato ritrovato un carro da trasporti, in una stradina secondaria nei pressi della villa potrai ancora osservare i solchi lasciati dalle ruote.

Un dettaglio importante: nelle vicinanze di Villa Regina c’è l’Antiquarium, museo archeologico di Boscoreale, bastano circa 30 minuti per visitarlo.

Cella vinaria di Villa Regina

Cella vinaria di Villa Regina

 

L’Antiquarium

Al suo interno custodisce reperti provenienti da Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia e Boscoreale. Attraverso strumenti didattici potrai rivivere usi e tradizioni dell’antica Pompei e città limitrofe. Nella prima sala troverai reperti che testimoniano lo sfruttamento del mare e delle terre densamente coltivate, ma non solo, potrai osservare da vicino resti vegetali di pini e pigne, anfore vinarie e calchi di animali, come quello di un cane con ancora indosso il collare.

Nella seconda sala sono esposti i reperti ritrovati in Villa della Pisanella e Villa Regina: un frantoio, un plastico di Villa della Pisanella e sigilli di bronzo.

Per arrivare a Boscoreale da Napoli puoi prendere la Circumvesuviana, linea Napoli – Poggiomarino e scendere a Boscoreale. Se sei in auto basta imboccare l’autostrada A3 Napoli-Salerno e uscire al casello di Torre Annunziata sud che confina con Boscoreale.

Scoprire Pompei e Boscoreale: la tua opinione

Pompei e Boscoreale legate a filo doppio dal fascino eterno della storia. Due città diverse, l’una più urbana, l’altra agreste. Accomunate dallo stesso tragico destino. Secondo te c’è qualche altro luogo da visitare? Aspetto la tua opinione nei commenti. Nel frattempo puoi anche scaricare la guida turistica di Pompei che abbiamo preparato per te.

fonte immagine Villa Regina

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