Vesuvio

Nuovi sguardi nel territorio vesuviano: The Walk

Stalker Walking School
Written by Maria

The Walk: Viandanti e Vesuviani è la mostra collettiva di opere e progetti che inaugurerà sabato 23 Maggio 2015 all’Osservatorio Vesuviano, risultato del percorso formativo internazionale della SWS – Stalker Walking School, che ha portato nel territorio vesuviano, gli studenti della HfG, Scuola di Arte e Design Tedesca di Karlsruhe, della HbFK Accademia d’Arte di Amburgo e del ETH Politecnico di Zurigo. Questi giovani artisti attraverso l’esplorazione collettiva a piedi e la permanenza individuale in luoghi ospitanti, hanno potuto approfondire la conoscenza del territorio e proporre una propria ricerca artistica come contributo al racconto collettivo del territorio.

Artisti, ricercatori e studenti – mediante la pratica Stalker di camminare a piedi tessendo relazioni con gli abitanti – hanno connesso luoghi, persone e storie, e, dopo aver camminato per tre giorni attraverso il Vesuvio sono stati ospitati da istituzioni, realtà locali e abitanti per approfondire e condividere il proprio lavoro con chi abita e agisce nel territorio.

Il progetto formativo ha trovato la collaborazione della Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia, dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, dell’Osservatorio Vesuviano, del Comune di Boscoreale, del Goethe-Institut di Napoli, dell’associazione Stella Cometa – La Stazione (Boscoreale) e di Scrigni Vesuviani – network di associazioni vesuviane.
Nella sede storica dell’Osservatorio, la Mostra sarà visitabile fino a settembre e vuole essere occasione per continuare a connettere il territorio e le persone, sarà infatti dedicato uno spazio, la sala ottagonale, che diventerà un luogo di condivisione, incontri, sinergie, espressione di idee e progetti che partono dal basso per riattivare un territorio dimenticato che racchiude inestimabili tesori.

Inaugurazione Progetto The Walk

Inaugurazione Progetto The Walk

L’artista vesuviano Matteo Fraterno e gli architetti romani, Giulia Fiocca e Lorenzo Romito, promotori di SWS e della pratica Stalker, che ho avuto modo di conoscere e stimare fin dal primo incontro, hanno accolto con entusiasmo il progetto “Scrigni Vesuviani” proponendo una collaborazione per costruire insieme “nuove connessioni” nell’area vesuviana.
Ho chiesto a Lorenzo Romito, in occasione del primo incontro delle associazioni vesuviane all’Osservatorio, di spiegare meglio il loro lavoro in maniera da rendere più comprensibili le “strane idee” degli Stalker.

Lorenzo cos’è la pratica Stalker e quali obiettivi intendete raggiungere?

Dal XXVII secolo, in Europa, il viaggio di formazione al Sud, alla ricerca delle origini della cultura europea, chiamato Grand Tour, era la pratica di perfezionamento formativo per le giovani elite nord europee. E quindi l’esplorazione degli artisti stranieri nella nostra nazione ha radici lontanissime e fa parte della cultura di questo territorio. Oggi con il turismo di massa lo sguardo del turista non è più portato a conoscere, non è più uno sguardo che si arricchisce dei luoghi visitati e li arricchisce di nuove caleidoscopiche visioni, ma è uno sguardo banale, superficiale che consuma i luoghi, non arricchendo più, né chi li visita né chi li abita.
L’idea di camminare, di unire, di collegare, ha l’obiettivo di far calare i visitatori nel ventre del territorio per ricreare quell’incrocio creativo e reciprocamente formativo di sguardi, per ridare alle distanze spazio e valore, attraversandole a piedi e abitandole insieme, per tornarne a fare terreno comune di arricchimento, incontro e scambio tra culture.

Qual’è stato il vostro progetto nell’area Vesuviana?

A Marzo, abbiamo attraversato questo territorio, camminando per 3 giorni con studenti, artisti, ricercatori e abitanti del luogo, partendo dalle pendici del Vesuvio, Cercola, fino alla Villa dei Misteri, Pompei, con alcune tappe principali: Osservatorio Vesuviano, Terzigno, la cava di Ranieri e le ville romane, Boscoreale e Villa Regina, Torre Annunziata e Oplontis.
Questo percorso di ricerca si conclude con la mostra dei progetti sviluppati dagli studenti stranieri che hanno camminato con noi e che rappresenta l’elaborazione dello sguardo straniero e degli stimoli creativi attivati dalla connessione con gli ospitanti.

Vi ritenete soddisfatti dei risultati ottenuti?

Non è stato facile, ma siamo soddisfatti. La difficoltà maggiore è la comunicazione, purtroppo gli studenti stranieri raramente hanno potuto confrontarsi comunicando, almeno, in lingua inglese. Qui sono pochi quelli che conoscono le lingue, e per noi è stato uno sforzo enorme riuscire a creare queste connessioni. Ma alla fine, si trova sempre il modo per capirsi!
Abbiamo trovato diverse collaborazioni, sia con le istituzioni, a cui abbiamo chiesto spazi e disponibilità a far visitare i luoghi, sia con le persone e associazioni locali che già operano per contribuire a valorizzare questo territorio.

Quali possono essere i progetti futuri derivanti da questo percorso?

Sicuramente abbiamo tanto da costruire ma per fare un esempio pratico… alcuni studenti ospitati a Marzo dall’associazione Stella Cometa che gestisce la Stazione, i locali della vecchia Stazione della FS di Boscoreale, hanno proposto di dedicare uno spazio della Stazione a Residenza per artisti stranieri, e probabilmente quest’ idea potrà avere un seguito grazie alla disponibilità dell’associazione.

Poi abbiamo ottenuto la possibilità di utilizzare uno spazio all’interno dell’Osservatorio Vesuviano, la sala ottagonale, che potrà diventare un luogo di confronto e connessione con le associazioni locali come Scrigni Vesuviani, per creare una rete e far nascere dal basso le iniziative future.
La sala ottagonale ha un forte valore simbolico, perchè nella sua forma, per le facce contrapposte, si evidenziano le contraddizioni di questi luoghi che vogliamo cercare di mettere in relazione, primi fra tutti i Viandanti e i Vesuviani, le Istituzioni e i Cittadini, l’arte e la scienza e per finire lo spazio e il tempo. Questo luogo ha un rapporto particolarissimo con il tempo, il manto del terreno su cui camminiamo è una sorta di orologio, in cui le ore non sono in ordine, ma rappresentano il momento delle diverse eruzioni, e qui, noi camminiamo sul tempo.

Grazie a Lorenzo e ci vediamo all’Osservatorio … stay tuned!

 Scarica la comunicazione ufficiale della mostra “The Walk:Viandanti e Vesuviani”The Walk: Viandanti e Vesuviani

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