Vesuvio

Eruzioni Vesuvio, la storia continua ..

Eruzione Vesuvio
Written by Anna

Si elevava una nube, ma chi guardava da lontano non riusciva a precisare da quale montagna [si seppe poi che era il Vesuvio]: nessun’altra pianta meglio del pino ne potrebbe riprodurre la forma. Infatti slanciatosi in su in modo da suggerire l’idea di un altissimo tronco, si allargava poi in quelli che si potrebbero chiamare dei rami – Plinio il Giovane

L’attività vulcanica del Vesuvio, è sempre stata oggetto di studi e ricerche, si ritiene che già 400.000 anni fa la zona del Vesuvio sia stata lo scenario di eventi sismici. Gli studi di geologi e scienziati di tutto il mondo, hanno sottolineato che 39.000 anni fa avvenne un’eruzione davvero colossale detta Ignimbrite campana durante la quale il sistema vulcanico eruttò 15 km³ di magma. Tuttavia sembra che la montagna abbia iniziato a formarsi 30.000 anni fa, probabilmente come vulcano sottomarino nel Golfo di Napoli; tale vulcano,  con il passare degli anni e la continua attività vulcanica, è emerso dal mare come isola, e si è unita alla terraferma per l’accumulo dei materiali eiettati.

Attività vulcanica fino al 79 d.C

Negli anni successivi all’Ignimbrite campana, si sono susseguite numerose eruzioni, alternate tra loro da periodi di quiescenza del sistema vulcanico. Le più significative sono state:

  • [cml_media_alt id='3423']Cronologia Eruzioni Vesuvio[/cml_media_alt]Codola – 25.000 anni fa
  • Sarno-Pomici, basici – 17.000 anni fa
  • Pomici Verdoline – 15.500 anni fa
  • Mercato o Pomici di Ottaviano – 7.900 anni fa
  • Pomici di Avellino – datata tra il 1880 e il 1680 a.C.
  • Pompei – 79 d.C.

Tutte queste eruzioni vesuvio, sono chiamate eruzioni Pliniane – dai nomi di Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, studiosi romani- .

 

Tra tutte queste eruzioni, quella che sicuramente viene ricordata per maggiore importanza è quella di Pompei nel 79 d.C. che ha dato inizio alla storia degli scavi di Pompei.
Questa eruzione è quella che ha maggiormente modificato la morfologia del sistema vulcanico, rendendolo simile all’immagine odierna. Tale eruzione è stata talmente forte da provocare la completa distruzione delle città di Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabia.

Le sostanze eruttate per prime dal Vesuvio furono pomici ovvero,  rocce vulcaniche originate da un magma pieno di gas successivamente raffreddato. Mescolate alle pietre pomici, sono state trovate parti di rocce di altra natura che furono trasportate dal magma.

La maggior parte dei cadaveri a Pompei sono rimasti intrappolati al di sopra delle pomici, avvolti nelle ceneri. I residui piroclastici della eruzione sono stati rintracciati in un’area ampia centinaia di chilometri quadrati.
Gli esperti hanno calcolato che l’altezza della nube di gas e pomici abbia raggiunto i 17 chilometri. Le testimonianze dell’accaduto furono tante, ma la più attendibile sembra essere stata quella di Plinio il Giovane, il quale scrisse delle lettere al suo amico Tacito per raccontargli l’accaduto.

Plinio raccontava che le scosse di terremoto avvenute nei giorni precedenti alla notte dell’eruzione -poiché si presume che sia avvenuta di notte –

“crebbero talmente da far sembrare che ogni cosa […] si rovesciasse “.Inoltre, pareva che ” il mare si ripiegasse su se stesso, quasi respinto dal tremare della terra “, così che ” la spiaggia s’era allargata e molti animali marini giacevano sulle sabbie rimaste in secco “.

[cml_media_alt id='3424']Plinio il Giovane[/cml_media_alt]

L’eruzione del 79 d.C. risulta essere il principale evento eruttivo del sistema vulcanico Somma-Vesuvio, tra tutte le eruzioni vesuvio.
Le città che furono completamente distrutte per prime, a causa della pioggia di POMICI, furono Pompei, Oplontis – attuale Torre Annunziata- e Stabia. Ercolano, invece, sembrava essere scampata alla distruzione, ma 12 ore dopo l’inizio dell’eruzione, l’enorme massa di cenere, lapilli e gas mortali che si era dispersa nell’aria, venne completamente spostata dal vento verso la città di Ercolano, dove poi cadde, provocando la completa distruzione anche di questa città.

La storia delle eruzioni del Vesuvio continua nel prossimo articolo.

 

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