Vesuvio

Dal 1944 il Vesuvio è spento

Eruzione Vesuvio
Written by Anna

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta della storia del maestoso vulcano campano e delle sue eruzioni .. clicca qui per la prima parte della storia delle eruzioni. Arriviamo quindi all’eruzione Vesuvio del 1944 , oggi il Vulcano è spento e speriamo che non si svegli per molto tempo ancora!

L’eruzione di Pompei,  ha modificato completamente la morfologia del vulcano, e dei territori circostanti, vista la completa distruzione delle città di  ErcolanoPompeiOplontis e Stabia, le cui rovine, rimaste sepolte sotto strati di pomici, sono state riportate alla luce a partire dal XVIII secolo sotto la dinastia dei Borbone durante il Regno di Napoli.

Dopo l’eruzione del 79 d.C. , la cima del cratere non era più piatta, ma aveva acquisito la forma conica che ancora oggi possiede. Il cono si era formato a causa della fortissima spinta dell’eruzione, che aveva letteralmente sfondato il precedente monte vulcanico. Ciò che ne rimase, prese il nome di Monte Somma, che ancora oggi si erge al fianco del Vesuvio.[cml_media_alt id='3835']Monte Somma e Vesuvio[/cml_media_alt]

Il meraviglioso bosco e i lussureggianti vigneti che ricoprivano i lati del vulcano, prima dell’eruzione, furono completamente distrutti e il nuovo scenario di distruzione e disperazione, restò impresso negli occhi degli studiosi accorsi dopo l’evento e non solo. Migliaia di persone morte e città completamente distrutte ancora oggi sono fonte di grande interesse ed attrazione.

 

Vulcanismo di età compresa tra il 79 ed il 1631 d.C.

Dopo il 79 d.C. ci furono almeno due eruzioni importanti, dette eruzioni subpliniane: l’eruzione di Pollena (avvenuta nel 472 d.C.) e l’eruzione del 1631.
A queste si sono aggiunte una serie di piccole eruzioni effusive ed esplosive a bassa energia, che hanno dato colate di lava lungo i fianchi occidentali e meridionali del vulcano, senza però provocare distruzione. Tra le due eruzioni Subpliniane citate, quella più violenta fu quella del 1631. Questa eruzione fu preceduta da numerosi eventi premonitori, come il rigonfiamento del suolo, piccoli terremoti che si manifestavano già da qualche mese e prosciugamento delle fonti d’acqua a causa dell’aumento della temperatura terrestre, che le facevano letteralmente evaporare.
All’alba del 16 Dicembre del 1631,  il Vesuvio rientrò in attività dopo un riposo di circa 130 anni, con l’apertura di una bocca laterale sul versante Sud-Est con una iniziale fase di attività stromboliana e l’emissione di una colata di lava. In una prima fase, furono espulse ceneri che scesero a valle a grandi velocità, oltre a colonne di vapore. Successivamente ebbe luogo una violenta attività esplosiva dal cratere centrale con un’alta colonna di ceneri, pomici e gas.

 Vulcanismo successivo al 1631

Dopo il 1631, si sono verificate altre eruzioni. La prima delle eruzioni si verificò nel 1848, quando dal cratere si alzò una colonna di vapore alta più di 10 chilometri, che assunse vari colori e la forma di un cono.

Nel maggio 1855, una grande colata  di lava incandescente, di 70 metri di larghezza, scese verso un grosso crepaccio di circa 300 metri di profondità. Visto che la prima parte di questocrepaccio è a precipizio , la lava in caduta formò una magnifica cascata di fuoco liquido. Spettacolo magnifico da guardare ma davvero spaventoso.

Gli studiosi, però, raccontano che ancora più spettacolare fu l’eruzione del 1872, che creò una enorme  nube a forma di pino, come era accaduto anche nell’eruzione di Pompei,  e la cui lava distrusse i paesi di Massa Vesuviana  e San Sebastiano al Vesuvio.

Negli anni di attività intermedia, la lava che traboccò dal cratere creò due piccoli rilievi: nel 1895 il “Colle Margherita” -che si trovava nell’Atrio del Cavallo, ed è stato successivamente semidistrutto dalla lava dell’eruzione del 1944-, e nel 1898 il “Colle Umberto“. Quest’ultimo, invece, non è stato danneggiato, e costituisce una sorta di barriera naturale per l’Osservatorio Vesuviano.
Questo perchè, le colate di lava dirette verso l’Osservatorio, sono deviate dai fianchi del Colle Umberto.

Dopo l’eruzione del 1631 e fino al 1944 il Vesuvio è stato caratterizzato da attività sostanzialmente continua, caratterizzata da un condotto sempre aperto. In questo periodo sono stati rilevati 18 cicli eruttivi, separati da brevi periodi di quiescenza, che non hanno mai superato i  7 anni di inattività,  e ciascuno chiuso da violente eruzioni dette eruzioni “finali”.

L’eruzione del 1906, eruzione “finale” rappresenta l’evento sismico più violento dell’attività del Vesuvio nel ‘900.

L’eruzione Vesuvio del 1944, una eruzione “terminale” mista, in quanto è stata caratterizzata da eventi sia a carattere esplosivo che effusivo, è stata l’ultima in ordine di tempo ed ha segnato il passaggio del vulcano da attività a condotto sempre aperto ad uno stato di attività a condotto ostruito, portando il Vesuvio allo stato di quiescenza in cui giace ancora oggi.

Il Vesuvio Oggi

Dopo l’ultima attività eruttiva del 1944, il Vesuvio è in fase di completa quiescenza. Tale situazione, appare atipica, poiché seguendo gli studi condotti sul ciclo eruttivo del cratere, la ripresa dell’attività eruttiva appare fortemente in ritardo.
Per questo, i geologi, sono giunti alla conclusione che il Vesuvio sia uscito dal tipo di attività vulcanica studiata negli anni. Tuttavia, alcuni studi condotti nel 2001 hanno dimostrato che ad una profondità di circa 8 Km al di sotto della superficie terrestre, è presente un accumulo di magma che si estende per circa 400 chilometri quadrati, e per questo motivo, il Vesuvio continua ad essere considerato un vulcano molto pericoloso ed è strettamente monitorato.[cml_media_alt id='3839']Vista Panoramica dal Vesuvio[/cml_media_alt]

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