Scavi di Pompei

La vita quotidiana nell’antica Pompei

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Nell’antica Pompei la vita quotidiana andava così tra “poco” lavoro e molti passatempi. Leggendo che cosa si racconta del vivere quotidiano di allora vien voglia di fare un tuffo fantascientifico nel passato, insomma una sorta di percorso inverso a quello che fa Marty McFly, il protagonista interpretato da Michael J. Fox nel film cult Ritorno al futuro. Ve lo ricordate?

Il lavoro

I cittadini in epoca romana non è che avessero molto lavoro e così era nell’antica Pompei.

A lavorare erano gli schiavi, o gli schiavi liberati, i liberti, che spesso divenivano ricchi imprenditori. Oppure i nobili e gli appartenenti alle famiglie più ricche, che si dedicavano all’avvocatura, strada per la politica.

A Roma c’era un apparato burocratico che doveva contare su alcuni “impiegati”, molti meno comunque di quelli che oggi lavorano nei ministeri. Ma in provincia, di uffici e di impieghi ce n’erano pochi. C’erano i commercianti, che lavoravano, e Pompei era ricca di commerci, e c’erano gli addetti ai divertimenti, che ovviamente erano numerosi, visto che la maggioranza della popolazione era in realtà sfaccendata.

Quindi la vita quotidiana dell’abitante dell’antica Pompei, probabilmente iniziava con l’omaggio al patrono, cioè con la visita nella casa di quel ricco e nobile personaggio a cui si decideva di essere “cliente”. I clientes, come venivano chiamati, non erano clienti nel senso che diamo oggi alla parola, ma erano dei cittadini che decidevano di appoggiare un uomo importante che, inevitabilmente, si dedicava alla politica e quindi lo appoggiavano, e lo adulavano, recandogli omaggio la mattina, ascoltando il suo parere, seguendolo nelle sue vicende.

Se non c’era una campagna elettorale (e sappiamo che a Pompei ancora sopravvivono le scritte per far votare l’uno o l’altro dei candidati a qualche carica), si accompagnava al foro il personaggio, magari lo si seguiva nella pratica di avvocato, che si svolgeva nella basilica.

Ascoltare i processi era una delle attività preferite dai romani e quindi dagli abitanti dell’antica Pompei, che appunto andavano nella Basilica ad ascoltare, discutere, fare il tifo per quell’avvocato o per quell’altro. A metà mattinata si mangiava, poco e frugalmente, con una dieta che oggi ci parrebbe decisamente vegetariana: niente carne di agnello, perché allora le pecore servivano solo per la lana, niente vitello, anche qui gli animali venivano usati per il latte o per i lavori agricoli, formaggio certamente. Magari si optava per del pesce, che veniva usato per il condimento base dei romani: il garrum, una salsa fatta facendo macerare i pesci (nulla di piacevole per il nostro gusto, sicuramente). Poi verdure e pane, che era la base di sostentamento. A questo punto si passava ai divertimenti, che nell’ottica della giornata/tipo degli abitanti di Pompei non compievano certo uno sforzo lavorativo eccessivo.

 Il tempo libero

Nel tempo libero si andava alla taverna, innanzitutto. Le taverne a Pompei non mancano certamente. Alcune offrivano anche qualcosa da mangiare, ma al più vendevano bevande e quindi vino, che veniva mescolato con l’acqua: allora il vino era uno sciroppo ed era necessario comunque allungarlo secondo il piacere e il gusto, e magari aromatizzarlo con spezie varie.

Le cameriere che servivano ai tavoli erano tenute in pochissimo conto morale, vicinissime alle prostitute, mestiere con il quale molte di loro, d’altronde, si confrontavano.

Ancora oggi in via dell’Abbondanza, si possono vedere al livello della strada le botteghe degli osti, con sul bancone il posto per le giare dove conservare il cibo o le bevande. L’oste spesso viveva al primo piano della stessa bottega.

Ma erano le terme il vero grande divertimento dei pompeiani, e infatti lì si passava molto tempo, a fare le proprie abluzioni a base di bagni caldi e freddi, a nuotare, a fare qualche esercizio in palestra, ma specialmente a incontrare gli amici e a spettegolare.

Ovviamente se c’erano spettacoli teatrali si andava lì, e si assisteva agli spettacoli di mimo, amatissimi, o alle meno amate commedie tratte dagli autori greci. Il meglio però avveniva nell’Anfiteatro,  dove si svolgevano i giochi dei gladiatori, passione di ogni città romana e particolarmente a Pompei dove l’Anfiteatro è più antico del Colosseo a Roma, e cioè del primo anfiteatro in pietra costruito nella capitale del mondo!

La passione per i giochi gladiatori era massima, il tifo era fortissimo e accomunava tutti, gente del popolo e aristocratici, uomini e donne.

La sera, col buio, la città si svuotava, tutti andavano a dormire: le città antiche non vivevano di notte.

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