Scavi di Pompei

Le terme suburbane: spa e relax nell’antica Pompeii

Terme Suburbane
Written by Ilaria

 Finora abbiamo potuto appurare cosa facesse un pompeiano durante una giornata lavorativa, avendone un quadro abbastanza vario: la bottega, il commercio e l’agricoltura…

Ma, come si svagavano i pompeiani?

 

Il culto delle terme

[cml_media_alt id='4500']Apodyterium delle terme Stabiane, Pompei[/cml_media_alt]

Apodyterium delle terme Stabiane, Pompei: vi sono oggi esposti alcuni calchi degli antichi pompeiani

Abbiamo già visto nel nostro precedente articolo  i pompeiani  erano soliti organizzare grossi banchetti che si intrecciavano con momenti “ludici”.

Uno dei momenti sacri del pompeiano era la sosta alle terme. Un rito quotidiano ed irrinunciabile, associabile all’ora del thé inglese.  C’era a Pompei un vero culto delle terme: era un’attività ricreativa, considerata salubre (e le moderne SPA sono la testimonianza più viva della raccolta di tale tradizione), dove i pompeiani trovavano ristoro dopo un’intensa giornata di “vita activa”.

 

Il percorso benessere

L’apodyterium era la prima stanza nella quale si accedeva. Uno “spogliatoio” costituito da un muretto lungo tutto il perimetro, coma una sorta di panca; sopra di questa un tacco in cemento con una serie di INCAVI che fungevano da “armadietti” e dove i bagnanti riponevano la tunica e gli effetti personali.

Una volta liberatosi della tunica il pompeiano cominciava quello che nelle SPA chiamiamo “percorso benessere”. Il percorso termale consisteva in una successione di stanze così organizzate:

 

Frigidarium: Una vasca (a Pompei era circolare, in altre terme romane le troviamo anche in forma rettangolare) con acqua fredda. La temperatura era tenuta sempre bassa grazie a piccoli stratagemmi: per esempio questa stanza era sempre esposta sempre al lato nord delle terme, coperta da una cupola ed illuminata giusto il necessario per rendere possibile la visibilità ma non tanto da riscaldare l’acqua. Altro stratagemma utilizzato per tenerla fredda era l’aggiunta di neve nell’acqua

[cml_media_alt id='4507']Frigidarium- Terme Stabiane[/cml_media_alt]

Frigidarium- Terme Stabiane

 

Tepidarium: Era la stanza destinata ai bagni di acqua tiepida, per rendere meno brusco all’organismo il passaggio dall’acqua fredda del frigidarium a quella calda del calidarium

 

 

[cml_media_alt id='4505']Tepidarium[/cml_media_alt]

Tepidarium

Calidarium:  L’ambiente destinato ai bagni d’acqua calda e ai bagni di vapore. La stanza, al contrario del frigidario, era costruita sempre nel lato sud nella struttura per sfruttare il calore naturale le sole. Il sistema termale pompeiano era il più innovativo e sofisticato per quanto riguarda i sistemi di riscaldamento. Il calidarium veniva riscaldato per mezzo di aria calda circolante sotto il pavimento e attraverso le pareti, chiamato ipocausto.  Il pavimento era formato da uno strato di calcestruzzo, che poggiava sulle suspensura, dei pilastri di mattoni, in uno spazio cavo destinato alla circolazione dell’aria calda. Questo sistema poteva essere completato trasportando l’aria calda anche nelle pareti del calidario per mezzo di condotti in in laterizio chiamati tubuli. Negli scavi è proprio la presenza delle strutture dell’ipocausto (le suspensure in mattoni e i tubuli nelle pareti) che hanno permesso agli archeologi di  identificare i calidari, e quindi le terme.

 

Le terme non erano solo un luogo di relax, ma anche un punto d’incontro. Qui si discuteva della vita politica ma anche di quella privata.

[cml_media_alt id='4502']Uno degli affreschi erotici sulle pareti delle terme[/cml_media_alt]

Uno degli affreschi erotici sulle pareti delle terme

Gli affreschi a sfondo sessuale ritrovati sulle pareti delle stanze, inoltre, ci fanno chiaramente intuire che tra le attività che si svolgevano all’interno delle terme vi era anche quella sessuale (libera o con prostitute alle quali, in genere, era riservato un ambiente privato e segreto al piano superiore). Non vi era distinzione tra ambienti per uomini e donne che facevano il bagno insieme e spesso ciò sfociava in incontri orgiastici – che, nella cultura dell’epoca, non erano affatto considerate perversioni. L’ipotesi di un lupanare attiguo all’attività termale pare confermato da un’iscrizione ritrovata su un muro  vicino a Porta Marina:

« Si quis hic sederit, legat hoc ante omnia: si qui futuere volet, Atticen quaereret »

« Chiunque si metta seduto qui, legga questo annuncio prima di tutto: se per caso volesse fottere, vada a cercare Attice.»

 

Insomma, potremmo considerare colui che lasciò l’iscrizione come un contributore trip advisor dell’antichità 😛

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