Scavi di Pompei

Le Terme di Pompei: il passatempo preferito dai Romani

Le Terme di Pompei sono almeno tre: quelle del Foro, le più grandi e prestigiose, le Terme suburbane, le più nuove e recenti, quelle Stabiane, le più antiche. Si tratta del luogo del divertimento più amato e frequentato nelle città romane, molti abitanti frequentavano quotidianamente le terme, e ci andavano per motivi igienici, per ritemprarsi, ma anche per incontrare amici, per fare affari, per corteggiare e farsi corteggiare.

Perché, e anche a Pompei questa tendenza è visibile, se le Terme più antiche erano divise in una parte maschile e una femminile, in un secondo momento la divisione architettonica in due ambienti finì, e probabilmente si passò a una divisione per orario, che però tutti facevano in modo di aggirare.

Le Terme di Pompei: luogo pubblico

Le terme di Pompei sono terme pubbliche, cioè aperte a pagamento per chi ne volesse usufruire. Ma le ville romane private più grandi e prestigiose sono dotate di terme private, cosa che indica il massimo lusso.

Nella Villa di Poppea a Oplonti, ad esempio, possiamo vedere un esempio privato di terme, dotato di tutte le caratteristiche di terme pubbliche, e cioè il frigidarium, il tepidarium, il calidarium, i locali cioè, come indicano i nomi, in cui ci si poteva lavare e bagnare con acqua fredda, poi l’ambiente tiepido, e infine quello in cui praticare un bagno caldo. In alcuni casi c’era anche una parte che corrisponde alla nostra sauna, un bagno secco come lo chiamavano i romani.

Dunque gli antichi abitanti di Pompei andavano alle terme per lavarsi, innanzitutto – ricordiamoci che nelle case private senza acqua corrente, lavarsi era un problema – e per fare esercizi ginnici, come in una palestra moderna.

L’idea di igiene dei romani, compresi dunque gli abitanti di Pompei, era simile alla nostra: l’esercizio fisico e la pulizia del corpo vanno insieme. L’idea che fosse igienico lavarsi e fare movimento è moderna, quella della sequenza di bagni freddi e caldi era invece un’idea che ancora qualcuno pratica (si pensi alle saune seguite da corse nella neve che si praticano nei paesi nordici), ma è di incerta efficacia, e che francamente ci pare giusto non consigliare.

La visita alle Terme oggi

Le terme del Foro sono sicuramente quelle più visitate, in quel luogo in cui davvero accade tutto nella città romana e quindi anche a Pompei sono divise, come ricordavamo, in una parte maschile e in una femminile.

La parte meglio visitabile è quella maschile.

C’era uno spogliatoio, con una serie di armadietti dove si riponevano gli indumenti, di cui oggi possiamo vedere i fori su cui erano infissi i sostegni. Nel frigidarium c’è una grande vasca in cui fare il primo bagno in acqua fredda, appunto. Qui e nel tepidarium si possono ancora ammirare le decorazioni in stucco che adornavano tutti i locali. Nel tepidarium c’era un grande braciere per il riscaldamento e ancora lo si può ammirare. L’ambiente successivo è il calidarium e anche qui si possono ammirare decorazioni a stucco sulla volta.
La vasca per il bagno caldo poteva ospitare fino a dieci persone contemporaneamente. Il calore in questo ambiente era procurato dal riscaldamento di vapori che giravano in intercapedini sotto il pavimento e sulle pareti.
Come sempre l’abilità degli ingegneri romani è ammirevole e interessanti le scelte che compivano per i diversi usi delle abitazioni e degli edifici pubblici.

Delle altre terme, curioso e interessante è la decorazione delle nicchie sopra gli armadietti nelle terme suburbane, edificate cioè fuori dalla mura. Su ogni armadietto era dipinta una scena erotica molto esplicita, anche con episodi di amori omosessuali sia maschili che femminili (cosa questa molto rara in ambiente romano).
Probabilmente il gestore di queste terme, le ultime arrivate, voleva aggiungere un elemento piccante per richiamare clienti. Se vogliamo essere maliziosi, dobbiamo ricordare che in queste terme non c’è distinzione tra parte maschile e femminile.

Questa nuova moda si era diffusa in epoca imperiale e scandalizzava molti, ma si sa, il commercio richiede innovazione e già allora il marketing (anche se non si chiamava così) faceva la sua parte.

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