Scavi di Pompei

Il teatro di Pompei: spettacoli di altri tempi

Il teatro di Pompei - Teatro Grande

I Pompeiani a teatro

Parlare del Teatro di Pompei non è corretto, perché in realtà i teatri erano due, uno più grande e scoperto, uno coperto, più piccolo, detto l’Odeion. Il Teatro Grande è ancora oggi utilizzato per spettacoli di ogni tipo, a testimoniare la continuità tra la città antica e il mondo moderno.

Due teatri che potevano ospitare migliaia di spettatori in una città che contava secondo i calcoli più generosi 18.000 abitanti ci possono sembrare eccessivi per i nostri tempi. Ma nelle città greche e romane il teatro era un divertimento collegato alla religione, e partecipare a uno spettacolo era contemporaneamente un segno di appartenenza civica (solo i cittadini liberi andavano a teatro), di festività religiosa (gli spettacoli avvenivano durante le festività), e infine di puro divertimento. Il collegamento con l’aspetto religioso è testimoniato dalla vicinanza del teatro con il tempio dorico, progettato insieme e previsto nello stesso spazio urbanistico. Che poi il teatro fosse un’occasione per tutti era testimoniato dal fatto che, come tutti gli spettacoli nelle arene dell’Antica Roma, era gratuito. A pagare gli allestimenti erano i cittadini più ricchi, che così si ingraziavano gli elettori e si candidavano a ricevere incarichi politici (si sa che la politica è da sempre l’arte del consenso, anche con questi mezzi).

Dunque gli spettatori entravano nel teatro e si accomodavano secondo un ordine gerarchico sociale: più vicino alla scena, e cioè agli attori, i cittadini più ricchi e quelli con incarichi politici, più in alto gli appartenenti alle corporazioni, e cioè i ceti produttivi, gli imprenditori, diremmo oggi, e infine il popolo. Più in alto di tutti le donne, che secondo una deliberazione imperiale di Augusto dovevano sedere lì, ma pare che già allora le donne della Campania non fossero ligie al dovere e alle leggi  e quindi si mescolavano con gli altri spettatori.

Come erano strutturati i teatri

Il Teatro Grande era stato costruito molto presto già nel I secolo a.C., a testimoniare l’influenza greca (sono loro che hanno inventato, oltre a tutto il resto, questa forma di spettacolo), e infatti è greca anche la struttura edilizia. I greci costruivano la platea, e cioè la parte per gli spettatori, sul declivio di un’altura, così da semplificare il lavoro e così è costruito il Teatro Grande. I Romani invece, più abili ingegneri costruivano il Teatro innalzandolo da terra in modo completamente artificiale, e così ad esempio è il Teatro di Ostia Antica vicino Roma. La particolarità del Teatro Piccolo è che è dotato di copertura, cosa notevole per un edificio del genere ed era dedicato, pare, alla musica, anche se qualcuno avanza l’idea che qui si ripresentassero opere in latino dedicate ai nuovi coloni romani insediati da Silla nel I secolo avanti Cristo, mentre nel Teatro Grande si rappresentassero opere in osco, la lingua parlata dagli originari abitanti di Pompei.

 I diversi spettacoli

Che cosa si rappresentava? I generi erano diversi e accontentavano tutti i gusti. C’erano le opere classiche del teatro greco, tragedie e commedie, tradotte, ovviamente. Gli attori erano tutti uomini, anche quelli che rappresentavano le parti femminili, e recitavano con maschere, dette in latino “persona”, da cui deriva il nostro termine per indicare le individualità. Ma questa era roba pesante, e dubitiamo che i miti di Edipo o di Medea appassionassero gli abitanti di Pompei. Un altro genere di spettacolo, di origine locale che riscuoteva successo: la fabula atellana. Era una specie di farsa popolare in cui si rideva, rappresentando scene familiari di amori, corna, scherzi.

Ma al Teatro di Pompei lo spettacolo più amato era il mimo, e cioè la rappresentazione di zuffe, amori e truffe,  rappresentate però da attori senza maschera, ma anche da attrici, alcune delle quali diventavano delle star, come attestano le dichiarazioni d’amore sui muri di Pompei destinate alla più famosa, Novella Primigenia. Le attrici erano spinte spesso a fare dei veri e propri spogliarelli, e qui capiamo perché le masse preferissero questo alle terribili tragedie greche:-)

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Maria - pompeiitaly.org