Scavi di Pompei

La storia degli scavi di Pompei

Storia Scavi

La Fine di Pompei, l’inizio della nostra storia

La storia comincia così: anno 79 d.C., una montagna, insospettabile, che grazie al suo fertile terreno tanto dava alla popolazione che si era insediata alle sue pendici, d’un tratto esplode in un boato infernale. Una pioggia di ceneri, gas e lapilli piomba sulla città di Pompei, seguita da un fiume di lava che sommerge e brucia tutto.

La storia degli scavi di Pompei

La città fu interamente seppellita e le sue tracce furono perse – ed ignorate –  per secoli, fino a quando, nel 1748, sotto il regno di Carlo III di Borbone, iniziarono gli scavi che riportarono alla luce il patrimonio archeologico che oggi conosciamo.

Purtroppo non subito fu capita l’importanza di tale scoperta, e in principio l’opera di scavo era concentrata solamente sulla ricerca di qualche “gingillo” e suppellettili per riempire i musei o per decorare i palazzi reali. Fu per questo che le domus ritrovate furono letteralmente saccheggiate e lasciate poi all’incuria.

Fu solo molti anni dopo, con l’arrivo del principato dei Savoia, che si cominciò a realizzare l’importanza e la bellezza di questo patrimonio e furono iniziati degli scavi sistematici che miravano a portare alla luce Pompei antica e tutte le sue bellezze. Si cominciò a cercare il perimetro della città, per dare una stima delle sue dimensioni, e soprattutto cambiò il metodo di recupero dei beni: le pitture, i mosaici e gran parte degli oggetti ritrovati furono lasciati sul posto; le colonne, le murature e le strutture furono restaurate e le case ricoperte di tetti per evitare il degrado. Tutto mirava, ora, a ricostruire l’antica disposizione della civis. Si cercava, insomma, di far rivivere la città non di strapparle i pezzi di umanità che le erano rimasti suggellati. Ed è proprio qui che comincia la magia.

Il progetto prende sempre più piede e raggiunge la sua massima attività quando nell’anno 1924 viene affidato alle cure  di Amedeo Maiuri, al quale si deve gran parte del lavoro che possiamo vedere oggi. Il nome di questo archeologo, la quale tomba è custodita nel cimitero comunale di Pompei, è molto caro, infatti, a noi pompeiani.

Dal ‘700 ad ora, comunque, gli scavi non si son mai fermati, e la città continua a partorire nuove domus, nuove attrazioni e scoperte affascinanti. Unica nota dolente è il fatto che la città antica sia stata per gran parte “coperta” dalla nuova: molte case popolari, infatti, sorgono su terreno che nasconde, nelle sue viscere, chissà quali altre bellezze appartenenti al passato. Per questa ragione il perimetro del sito archeologico di Pompei, attualmente, è fermo…ma ciò che è visibile è già un qualcosa di immensamente straordinario: passeggiando per le strade di questa antica civiltà si possono ammirare case, negozi, taverne, vasi, oggetti comuni e addirittura persone che qui son stati destinati a trascorrere l’eternità di più di 2000 anni fa.
Puoi approfondire qui sulla storia degli scavi archeologici di Pompei.

Curiositàvista del vesuvio da pompei

L’attuale monte Vesuvio non è stato il vero artefice della distruzione di Pompei. Fu infatti il monte Somma, che si erge ora al lato del cratere principale (quel piccolo “dente”, per intenderci) ad esplodere nel 79 d.C. e diventare il carnefice della storia di Pompei Antica. Il celeberrimo Vesuvio, quindi, non è che un cratere secondario nato a seguito delle sedimentazioni laviche dopo la serie di consistenti eruzioni del vulcano originario, fino all’ultima, nell’anno 1944.

 

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