Scavi di Pompei

Spettacoli, giochi e tabernae: i divertimenti più amati nell’antica Pompei

Spettacoli teatrali nell'Antica Pmpei

Ai tempi dell’antica Roma, ormai è risaputo, la voglia di divertirsi è sempre stata tanta: ecco perché giochi e spettacoli erano così diffusi in ogni parte dell’Impero. A Pompei è ancora oggi possibile vedere alcuni dei luoghi più amati dai cittadini, come anfiteatri e tabernae, dedicati rispettivamente agli spettacoli, al gioco e al buon cibo.

Spettacoli teatrali, un passatempo per tutti

Tra i luoghi più frequentati dai pompeiani vi erano senza dubbio i due teatri cittadini, il Teatro Grande e l’Odeion, in grado di ospitare migliaia di spettatori. Qui venivano organizzati spettacoli di vario genere, anche a sfondo religioso in occasione delle festività, e a tutti era concessa la possibilità di frequentare gli eventi. A riprova dell’importanza sociale degli spettacoli teatrali, è possibile notare come l’ingresso fosse sempre gratuito: l’unica differenza era nella posizione sugli spalti, con i cittadini più ricchi a sedere nei posti più vicini alla scena, e il popolo nelle gradinate più lontane.

Come detto, gli spettacoli erano di vario genere: si andava dalle tragedie alla fabula atellana, un divertente racconto tipico di queste zone particolarmente amato dal pubblico, fino al mimo, una rappresentazione teatrale in cui attori e attrici recitavano senza maschera. Proprio queste ultime ricevevano importanti apprezzamenti, tanto da essere considerate delle star.

Giochi e buon cibo: un binomio perfetto

Non solo teatro, il divertimento a Roma, e dunque anche a Pompei, trovava massima espressione in altri due momenti fondamentali, ossia il gioco e il cibo. Nell’Antica Roma il gioco era uno dei momenti che maggiormente riuscivano a unire le diverse classi sociali, dagli imperatori Claudio, Nerone e Caligola, appassionati dei principali passatempi come dadi e lotterie, a borghesi e plebei.

A dimostrare l’importanza di questi momenti sono diversi affreschi tuttora ben visibili, in cui vengono rappresentati i giocatori all’opera con dadi, astragali e altre tipologie di “ludi”. A Pompei, per esempio, i giochi sono ben documentati negli affreschi ritrovati in Via di Mercurio, nel locale VI 10, che mostrano fasi concitate dell’attività ludica e i relativi premi messi in palio.

Giochi e Spettacoli nell'antica Pompei

Fonte: Wikimedia >>> Autore: Camster2 >>> Licenza: Creative Commons 3.0

Attraverso lo studio degli affreschi è stato possibile approfondire il tema dei giochi nell’antica Roma e capire come questi si svolgessero realmente. I luoghi deputati a tali attività erano solitamente le tabernae lusoriae e le caupone, ossia delle taverne in cui ci si poteva ritrovare per sfidarsi ai vari giochi, gustando al contempo del buon cibo. Ben conservata è, per esempio, la taberna pompeiana sita nella VI Regio, al numero 28 della quattordicesima insula, riconoscibile dall’esterno dalla rappresentazione di un bossolo per dadi posizionato tra due falli.

I giochi preferiti dai Romani

Ma a cosa si giocava in questi locali? Sicuramente gli alea, ossia i dadi, rappresentavano uno dei ludi più amati in città: realizzati in osso, legno, avorio o metallo, questi non si discostavano dai dadi che ancora oggi conosciamo e utilizziamo, costituiti da 6 facce numerate. Il gioco poteva prevedere puntate sull’uscita di un numero ben preciso, oppure di un numero pari o dispari, o ancora era possibile giocare a chi totalizzava il punteggio più alto.

Non meno importanti erano invece gli astragali, degli ossicini presenti nelle zampe di pecore e altri animali, che venivano lanciati attribuendo dei punteggi ben precisi alle facce degli stessi e alle numerose combinazioni ottenibili. Il successo degli astragali è confermato anche da numerose rappresentazioni grafiche ritrovate sia sulle mura all’interno di vari insediamenti romani che su piatti, vasi e altri oggetti di uso comune.

Un altro gioco molto apprezzato era infine il ludus latrunculorum, ossia il “gioco dei briganti”, una sorta di antenato dei nostri dama e scacchi. In linea di massima, oggi sappiamo che per tale gioco ci si serviva di una tavola a scacchiera, su cui venivano posizionate sedici pedine; scopo finale era quello di impadronirsi di quante più pedine avversarie possibili.

Com’è facile immaginare, le tabernae si presentavano dunque come delle sale da gioco, in cui le persone erano solite ritrovarsi per vivere momenti di svago e divertimento in compagnia: un po’ quello che accade ancora oggi, ma in maniera solo un po’ più rudimentale e meno tecnologica rispetto ai nostri tempi.

Fonte immagine di copertina: Wikimedia >>> Autore: maury3001 >>> Licenza: Creative Commons 3.0

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