Scavi di Pompei

Teatro grande e Anfiteatro di Pompei: grandi palcoscenici per grandi emozioni. *Pink Floyd Live ’72*

Pink Floyd Live at Pompeii 72
Written by Ilaria

Well you know the sun was sinking slowly | And my old hound-dog | Just sat right down and cried.

(Seamus, Pink Floyd)

[cml_media_alt id='3646']Il Maestro Grigolo all'opera[/cml_media_alt]

Il Palco del Teatro grande tra musica e incanto

Il teatro grande di Pompei ha recentemente “riaperto il sipario” ospitando la fondazione Inda (Istituto Nazionale Dramma Antico) che ne ha inaugurato la riapertura il 28 e 29 giugno scorso, portando in scena l’Orestea. Per la prima volta, nella sua storia centenaria, l’Inda ha presentato un suo spettacolo nella cornice unica del millenario teatro di Pompei. In settembre, poi, Pompei ha avuto l’onore di ospitare l’orchestra del grande maestro Veronesi con La Bohéme e la Carmen: un grande successo di pubblico che ha premiato con un’immensa standing ovation l’impegno degli artisti.

[cml_media_alt id='3645']La Bohéme al Teatro grande di Pompei:pochi attimi prima dell'inizio dell'Opera.[/cml_media_alt]

La Bohéme al Teatro grande di Pompei: qualche attimo prima dell’inizio dell’Opera.

Il Teatro grande ha regalato emozioni magiche agli spettatori che per una sera si son calati totalmente nell’arte gustandosi meravigliose rappresentazioni teatrali in una cornice unica e suggestiva quale quella delle rovine di Pompei. Io ero lì, e confermo che l’emozione è stata veramente forte.

Ma il Teatro Grande non è l’unico luogo magico degli scavi ad aver fatto da set per spettacoli musicali nel corso della storia, e chi è appassionato di musica e, come me, è un irrecuperabile nostalgico del sano buon rock anni ’70, se pensa all’associazione “musica-scavi di Pompei” ha dinanzi agli occhi una sola immagine: i Pink Floyd.

Pink Floyd Live at Pompeii ’72 : Il film-concerto

Cambia il genere musicale, cambia il set: dall’opera classica si va al rock, e dal teatro grande ci si sposta nell’Anfiteatro di Pompei.
Un film concerto girato senza spettatori, per assicurare la massima purezza del suono: il regista ottenne infatti dalla Soprintendenza locale il permesso di effettuare sei giorni di riprese nel sito archeologico, che per l’occasione fu chiuso al pubblico.
Il film, Pink Floyd: Live At Pompeii, venne girato nel 1971 e resta tuttora un passaggio memorabile della storia del rock: sia per l’esecuzione in uno spazio vuoto (mai più ripetuta da altri), sia per gli effetti audio-visivi utilizzati. Una miscela rock psichedelica da far accapponare la pelle.

Pink Floyd- Pompei ’72

I Pink Floyd, da grandi perfezionisti quali erano, insistettero per eseguire tutti i brani rigorosamente dal vivo, il che implicò il trasporto in Italia di tutta la loro attrezzatura da concerto, assieme a un impianto per la registrazione a 24 tracce che garantisse la stessa qualità sonora dei loro lavori in studio.
Nell’Anfiteatro la band eseguì dal vivo tre brani: la prima metà ed il finale di EchoesOne of These Days, e A Saucerful of Secrets; ciascun brano venne eseguito in sezioni separate, poi montate assieme.

Il film fu girato in tre steps: a Pompei, a Parigi e ad Abbey Road.

Parigi

A causa di problemi tecnici che ridussero i tempi di ripresa (avevano a disposizione solo sei giorni!) il regista fu costretto ad integrare le riprese con altro materiale girato in uno studio cinematografico, precisamente l’Europasonor di Parigi. Qui  la band registrò dal vivo Set the Controls for the Heart of the SunCareful with That Axe, Eugene e la sezione centrale di Echoes. La band, infine, insistette per inserire anche un rifacimento della canzone Seamus, tratta dall’album Meddle, eseguita con una special guest d’eccezione: un cane, Levriero russo, per la precisione una femmina, di nome Nobs. Per questa ragione il titolo del brano mutò in Mademoiselle Nobs. Nobs  “ canta” un blues, mentre Roger Waters l’accompagna alla chitarra, David Gilmur suona l’ armonica ed il tastierista Rick Wright le porge il microfono.

Il documentario ad Abbey Road (1973)

Il regista, Adrian Maben, era preoccupato dal fatto che il film documentario potesse risultare troppo “breve”. Per ovviare al problema chiese alla band di poterli riprendere durante la lavorazione dell’album che stavano curando in quel periodo. Quell’album era “The dark side of the moon”, pietra miliare della carriera dei Pink Floyd.Furono quindi registrati a lavoro ed il nuovo materiale, insieme a della interviste fatte agli artisti, venne inserito nel progetto.

piNK fLOYD lIVE AT poMPEII '72

Cover album Live At Pompeii ’72 (Edizione “Director’s Cut”)

Questa seconda versione, allungata a circa 80 minuti grazie agli inserti sul making-of dell’album, uscì, finalmente, nell’agosto del 1974, quando The Dark Side of the Moon era già balzato in testa a tutte le principali classifiche mondiali, incoronando i Pink Floyd come la migliore band del rock contemporaneo, con un successo e una popolarità senza precedenti. Paradossalmente, l’enorme successo dell’album finì per oscurare, seppur temporaneamente, quello della pellicola. Entrambi i lavori, comunque, restano due indiscussi capolavori.
E allora se siete amanti del rock, fan dei Pink Floyd, appassionati di archeologia o anche semplici curiosi, cosa posso consigliarvi se non venire a dare un’occhiata da vicino a questo favoloso Anfiteatro e viaggiare nel tempo sognando ad occhi aperti? Buon divertimento…and rock on!!!

Curiosità:
La troupe, una volta arrivata sul sito, realizzò di non avere sufficiente elettricità  per alimentare tutte le attrezzature. L’inconveniente fu presto risolto: i pompeiani videro un lunghissimo misterioso cavo attraversare  le strade della città di Pompei, dal Municipio all’anfiteatro. Quel cavo portò la corrente elettrica dalla casa comunale direttamente al palco che stavano calpestando i Pinks. Questo è lo spettacolare risultato:

 

Mademoiselle Nobs

Live Part 1

 

Versione originale del 1972

  1. Echoes, part I
  2. Careful with That Axe, Eugene
  3. A Saucerful of Secrets
  4. One of These Days I’m Going to Cut You into Little Pieces
  5. Set the Controls for the Heart of the Sun
  6. Mademoiselle Nobs (Seamus)
  7. Echoes, part II

 

Versione del 1974 e Director’s cut del 2003

  1. Echoes, part I
  2. Careful with That Axe, Eugene
  3. A Saucerful of Secrets
  4. Us and Them (frammento, studio)
  5. One of These Days I’m Going to Cut You into Little Pieces
  6. Mademoiselle Nobs
  7. Brain Damage (frammento, studio)
  8. Set the Controls for the Heart of the Sun
  9. Echoes, part II

 

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