Scavi di Pompei

La Casa della nave Europa

Siamo ancora in cammino per le strade dell’antica città di Pompei, poco dopo “l’uscio”di porta Sarno. E’pazzesco quanta storia abbiamo già calpestato in solo pochi metri! Ma proseguiamo il nostro viaggio.

Mentre seguiamo la scia di passanti ci estraniamo da tutta questa baraonda che ci circonda e piano piano l’occhio si spinge incuriosito verso i vicoletti che si diramano ai lati di via dell’Abbondanza. Chissà cosa si nasconde dietro questo “Boulevard”…

[cml_media_alt id='4465']Alcune delle anfore ritrovate[/cml_media_alt]

Alcune delle anfore ritrovate a Pompei

La nostra attenzione è attirata da una fila di schiavi che portano in spalla quelle che sembrano essere delle anfore in terracotta veramente pesantissime. Son di quelle giare che quì a Pompei si usano per conservare o trasportare i cereali, le fave, la frutta e le verdure. Probabilmente è una parte del raccolto che un qualche ricco signore sta mandando al mercato e dal quale trarrà un sostanzioso profitto. Ci facciamo prendere dalla curiosità e ci inoltriamo verso la tana dalla quale abbiamo
visto uscire la carovana di schiavi lasciandoci per un momento alle spalle l’atmosfera cosmopolita del decumano inferiore.

La Casa della Nave Europa

Ci troviamo di fronte ad una casa molto grande, all’apparenza deve appartenere ad un commerciante, un uomo d’affari. All’ingresso, sul pavimento, un po’come un tappeto di benvenuto, troviamo dei raffinati decori in mosaico stile opus vermiculatum, mentre sulle pareti un raffinato rosso pompeiano si intreccia con un’ocra acceso.

La casa si apre subito sul peristilio dal quale si accede subito ad un grande, rigoglioso giardino. Ci son viti ed alberi esotici: ciliegi, peschi, limoni. Si vede che il proprietario dev’essere un uomo “di mondo”, sicuramente un commerciante che esporta la sua merce al di fuori delle mura cittadine ed importa anche dall’oriente. La pianta di limone, infatti, è arrivata qui grazie agli ebrei che ne facevano largo uso, stranamente, non in campo culinario ma come pianta medicinale: per risciacquare la bocca, per esempio, o, cosa singolare, per proteggere i vestiti dagli insetti. In questo periodo poi è molto diffuso il trapianto delle piante orientali come peschi, meli, albicocchi.

La Nave “Europa”ed il mito di Giove

Appena entrati ci guardiamo intorno e notiamo subito, sulla parete nord del peristilio, un curioso affresco…

[cml_media_alt id='4454']Il graffito[/cml_media_alt]

Il graffito

Il nome della casa deriva proprio da questo disegno, scoperto nel 1957, che ritrae una grande nave. Più che un affresco sembra quasi un graffito, a vederlo ora, come quelli incisi sul muro con un bastoncino o un chiodo. Questo deriva dal fatto che tutto il colore originale dev’essere venuto via a causa della lava che ha bruciato tutto. E’quasi sicuramente opera di un marinaio o comunque di un esperto di navigazione per la precisione con la quale è disegnata l’imbarcazione. Questa è rappresentata nell’atto di rimorchiare una barca più piccola; il nome della nave? Beh, lo troviamo scritto in una tabella sulla linea del tagliamare. Allude certamente al mito della principessa Europa che viene rapita da Giove sotto le mentite spoglie di un toro bianco. Il richiamo alla mitologia fa chiaramente capire che il proprietario della casa aveva un certo gusto raffinato…

La struttura della casa

[cml_media_alt id='4453']Casa_della_Nave_Europa_Pompeii2[/cml_media_alt]

La macina

L’edificio è formato da due case comunicanti, una con peristilio dorico e l’altra con atrio, collegate dal giardino retrostante. Gli studi sugli scavi hanno dimostrato che il giardino era usato come orto e probabilmente donava una grandissima varietà di raccolto: cipolle e cavoli,
soprattutto, che erano di prestigiosa coltura a Pompei. Al momento dello scavo fu ritrovata una grossa quantità di anfore utilizzate per il raccolto, ed una macina per il grano. Questi dati, insieme al fatto che il disegno ritragga proprio una nave mercantile, potrebbe avvalorare la nostra ipotesi sulla professione da commerciante del proprietario della domus. Curioso è, poi, il ritrovamento di ossa di animali domestici: forse si potrebbe supporre anche un allevamento, il che completerebbe il quadro. Questo “dominus” coltivava, produceva, allevava e vendeva beni: ciò lo classifica automaticamente alto nella scala sociale pompeiana. Non ci stupirebbe scoprire che lo stesso potrebbe essere stato addirittura proprietario dell’intera insula!

Pompei: avanti con l’ingegneria

Interessante, dal punto di vista ingegneristico, la modalità di irrigazione dell’orto, la quale non si limitava più a lasciar raccogliere l’acqua al compluvium, ma avveniva tramite due cisterne che raccoglievano l’acqua piovana dai tetti e tramite una serie di canali irrigavano il campo. Una vera chicca d’avanguardia!

 

Curiosità:

Attualmente il vigneto della Casa della Nave Europa viene curato ed è uno dei campi del sito dove prende vita ogni anno la vendemmia di Pompei, esperimento partito nel 1994  grazie ad una convenzione tra la Soprintendenza e l’azienda vitivinicola campana Mastroberardino, che oltre a prendersi cura dei vigneti, produce il pregiato vino Villa dei Misteri. Di questo ottimo vino vi abbiamo già parlato in uno dei nostri articoli. 

 

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