Scavi di Pompei

Il Foro di Pompei: la piazza dove tutto accade

Foro Pompei

Il Foro è il centro di ogni città romana, e così è per il Foro di Pompei. Ce l’hanno insegnato i greci che la piazza è la città, che il luogo in cui la gente si incontra, fa affari, vota e discute di politica, chiede e ottiene giustizia, prega e compra, è davvero il luogo simbolo del nostro vivere civile.

Le città degli Egizi, dei Persiani, degli Assiri o dei lontanissimi Cinesi avevano al centro il Palazzo del re, il luogo dell’inaccessibile potere. Le città greche e romane, e quindi Pompei, hanno al centro il popolo con la sua piazza, posta alla confluenza delle vie più importanti, la prima che porta da un lato al Vesuvio, che incombe placido e minaccioso dietro il Tempio di Giove, e dall’altra al mare; la seconda che va a Nocera da un lato a Napoli dall’’altro. Mettiamoci anche noi al centro del Foro di Pompei, guardiamo il tempio di Giove, e pensiamo a come doveva essere questo spazio straordinario prima che il Vesuvio, bello e incombente, si scatenasse e distruggesse la città.

La religione e la politica

Il Tempio detto di Giove era in realtà dedicato alla triade capitolina, e cioè alle tre divinità che presiedevano su Roma: Giove, sua moglie Giunone e sua figlia Minerva, le divinità del cielo, della maternità (e dunque della fertilità, della terra, dell’economia) e della guerra, ma la guerra intelligente, quella governata dalla strategia e dalla saggezza, non quella furiosa di Marte. Divinità della capitale Roma, mentre la tradizionale divinità di Pompei, antica come la sua fondazione, era Apollo, e il suo tempio è alla nostra sinistra, al centro della piazza, a indicare che il nuovo culto non aveva soppiantato il vecchio.

Ma il Foro non è solo il luogo della preghiera, è anche quello della politica e della giustizia. Alle nostre spalle, se stiamo ancora guardando il Tempio di Giove, abbiamo gli edifici dell’amministrazione, un pò quello che sono gli uffici comunali delle nostre città. Nei tre edifici che sono sul lato corto della piazza, di fronte al capitolium (così è detto appunto il Tempio della triade, a imitazione del Campidoglio originale, quello di Roma) stavano i duomviri, i più alti magistrati della città.

I Romani amavano avere due uomini politici al governo, e due erano sempre i magistrati, a partire dai consoli, che nella città capitale, ai tempi della Repubblica, governavano per un anno. E così era in tutte le città dell’Impero, come a Pompei, in cui venivano eletti due magistrati, i nostri sindaci, per capirci. E venivano eletti dai cittadini proprio lì, in un edificio che sta sul Foro nell’angolo a destra degli uffici dei duomviri, che si chiamava comitium. Quando ci fu l’eruzione si era in campagna elettorale, e sui muri della città ancora oggi si possono vedere le scritte che incitano a votare per uno o per l’altro candidato, in attesa delle elezioni che mai si tennero.

La giustizia e il commercio

Ma al Foro si andava anche per chiedere giustizia e infatti ancora oggi per indicare la sede del tribunale si usa la parola Foro (“per ogni controversia” sta scritto sui contratti che firmiamo, “sarà competente il Foro di …”). La giustizia si amministrava nella Basilica, che sta sullo stesso lato corto della piazza, ma dall’altra parte rispetto al comitium. Il nome di questo edificio e l’aspetto interno della sala, con il colonnato che divide le navate, ci fanno pensare alle nostre basiliche, luoghi di culto. Ma per i pompeiani – come in tutte le città romane – non era così, la basilica era appunto il tribunale, luogo coperto nel quale il giudice decideva dopo aver ascoltato le parti e i loro avvocati, e lo faceva sedendo sulla cattedra in fondo alla navata centrale, lì dove nelle nostre basiliche c’è l’altare e spesso la cattedra del vescovo.

Il Foro svolgeva infine un’ultima fondamentale funzione: quella di mercato. Nell’angolo vicino al capitolium troviamo il macellum, una specie di super mercato alimentare di allora, in cui si vendeva carne, pesce e anche verdure, come è dimostrato dai resti alimentari che vi si sono trovati negli scavi. E probabilmente un mercato era anche uno dei più begli edifici del Foro, di fronte più o meno al Tempio di Apollo sul lato lungo: l’edificio di Eumachia, dove pare che ci fosse una specie di borsa per il commercio della lana.

Ecco, occorre restare un attimo fermi al centro della piazza a occhi chiusi: qui si svolgeva la vita quotidiana pubblica dei pompeiani, qui ci si incontrava, si chiacchierava, si facevano pettegolezzi, si discuteva di affari e politica. Come facciamo noi dopo duemila anni nelle nostre piazze. Qui la vita si fermò duemila anni fa.

Leggi anche la puntata di Pompei Junior, la storia di Pompei per bambini, per altre informazioni sul Foro di Pompei.

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