Scavi di Pompei

Casa della Venere in conchiglia: un “Botticelli ante-litteram”

Written by Ilaria

« Una donna non con uman volto

Da’ Zefiri lascivi spinta a proda

Gir sopra un nicchio; e par che ‘l ciel ne goda

Vera la schiuma e vero il mar diresti,

E vero il nicchio e ver soffiar di venti:

La dea negli occhi folgorar vedresti,

E ‘l ciel ridergli a torno e gli elementi

L’Ore premer l’arena in bianche vesti,

L’aura incresparle e’crin distesi e lenti:

Non una, non diversa esser lor faccia,

Come pare che a sorelle ben confaccia »

(Poliziano, Le stanze per la Giostra)

 

Senza perderci troppo tra i triclini ed i banchetti pompeiani – d’altronde dopo una mangiata così non ci resta che rimetterci in cammino per digerire!- riprendiamo il nostro viaggio da dove ci eravamo soffermati, il nostro ingresso su Via dell’Abbondanza da Porta Sarno, e ripartiamo alla scoperta di questa meravigliosa Pompei antica.

Con i piedi impolverati nei sandali di cuoio finemente lavorati – eh si, l’abbigliamento nella Pompei antica era sempre ben curato, e l’aspetto fisico di fondamentale importanza, per far ben capire a quale “ceto” della società si appartenesse – e tavoletta incerata sotto braccio, per appuntare le bellezze che incontreremo – il block notes dell’antichità-riparte la nostra avventura come hostis: l’hostis è l’ospite. E l’ospite è colui che viene accolto, che visita, osserva.

E allora continuando a camminare a naso in su volgiamo lo sguardo alla strada, girando curiosamente la testa a destra e sinistra, per non perderci alcun dettaglio che ci si presenta dinanzi…e soprattutto stando attenti a non inciampare in qualche cesta di vimini che bottegai son soliti lasciar lì fuori l’uscio del negozio .La nostra attenzione viene rapita da una casa, alla nostra sinistra.

La casa della Venere in Conchiglia: la nascita della protettrice di Pompei

ingresso casa della Venere in conchiglia[/cml_media_alt]E’ la casa della Venere in conchiglia, che prende il suo nome dall’affresco che si trova proprio lì, di fronte all’ingresso sul fondo del peristilio: una finta finestra dà l’illusione di aprirsi sul mare ed ecco una rappresentazione di Venere – che, insieme a Marte, è la divinità protettrice di Pompei–  che giace distesa su una conchiglia mentre viene trasportata dalle onde. Ad accompagnarla ci sono due amorini. L’affresco riprende il racconto di Esodo, “La nascita di Venere dalle acque“, secondo il  quale la dea dell’amore sarebbe nata dalla spuma del mare e trasportata da Zefiro fino a Cipro, dove poi le Ore l’avrebbero condotta al cospetto delle altre divinità.
Venere appare nuda, vestita solo di un diadema nell’acconciatura in stile Flavio, dei bracciali e delle cavigliere d’oro.In mano un ventaglio. Accanto alla Venere c’è il suo amante, Marte, dipinto però su un pannello a parte.

Secondo alcuni studiosi potrebbe essere la copia romana del famoso ritratto di Campaspe, amante di Alessandro Magno, dipinta dal più celebre pittore dell’epoca,  Apelle.

La pittura pompeiana

Certo, alla luce della storia dell’arte moderna l’opera non è di pregiata fattura, ma per l’epoca era un vero e proprio capolavoro di alta espressione artistica – possiamo vederlo come un antenato del quadro di Botticelli, insomma-, sia per la maestosità delle dimensioni, sia per il tentato approccio alla tecnica prospettica.
[cml_media_alt id='3515']fondo peristilio[/cml_media_alt]In altre case incontreremo questi approcci allo studio della prospettiva. – I pompeiani, infatti, non solevano arredare le domus, ma ne dipingevano gli interni. Per spiegarci meglio, “affrescavano la mobilia“. E, ulteriore step avanti nell’ home design, era la moda di dipingere finestre e balconi che affacciavano su immaginari paesaggi. Questo dava profondità agli ambienti interni e dava quasi l’illusione di trovarsi sempre in ambienti aperti.Da lontano comunque la resa scenica, grazie anche alle pitture di contorno e alla ricca fauna, è eccezionale.[cml_media_alt id='3514']Casa della Venere in Conchiglia: particolare[/cml_media_alt]

 

Punto centrale della casa è appunto il bellissimo giardino che circonda l’impluvium con il portico colonnato sui due lati su cui si aprono i vari ambienti. Tutto intorno son affrescate scene di vita bucolica: fagiani, uccelli e piante si affacciano da dietro alla florida vegetazione che riempie il peristilio.

Le sorti sfortunate

C’è da dire che questa splendida domus è tanto bella quanto sfortunata. Costruita da una ricca famiglia appartenente alla gens Satria, subì grandi danni nel terremoto del 62 d.C. Fu poi totalmente restaurata, affrescata con pitture del IV stile, di cui son tipici quei colori accesi che ancora oggi possiamo vedere in tutta la loro vividezza. Mentre però i lavori di ristrutturazione erano ancora in corso ci fu la tremenda esplosione del 79, che pose fine a questa casa ed all’intera civis pompeiana. Le sfortune della villa però non finiscono qui: nell’anno 1943, durante gli ultimi momenti di guerra, fu colpita da circa 150 bombe che ne danneggiarono seriamente la parte centrale dell’impluvium e parte del colonnato del peristilio.

Quanto possiamo ammirare attualmente, però, resta ancora qualcosa di stupendo.

 

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Curiosità

Tipica sistemazione della domus pompeiana

[cml_media_alt id='3503']Pianta della tipica domus pompeiana[/cml_media_alt]

[cml_media_alt id='3511']domus pompeiana[/cml_media_alt]

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