Scavi di Pompei

In giro per l’Upper-side di Pompei: la Casa dei Vettii

Affresco nella Casa dei Vettii
Written by Ilaria

Proprio come una moderna città cosmopolita, Pompei aveva i suoi quartieri, le insulae, malfamati e quelli più chic. Così, se mentre su Via dell’Abbondanza, il crocevia turistico, commerciale e sociale, vi erano le botteghe, le tabernae, e gli alberghi, ai lati della civis, in luoghi più riservati e lontani dal caos cittadino, potevamo trovare quelli che oggi sarebbero i “quartieri chic”,  una sorta di Upper city side. 

Non molto lontano dalla Casa del Fauno, che abbiamo visitato nella scorsa passeggiata, c’è un’altra domus di lusso: la Casa dei Vettii. Gli scavi di questo edificio furono cominciati nel 1894 e furono seguiti con gran cura e dedizione: è una della abitazioni pompeiane meglio conservate. 

I Vettii erano probabilmente tra le famiglie più facoltose di Pompei. Due fratelli, Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, appartenenti al ceto dei liberti, avevano ribaltato le proprie sorti facendo fortuna con le attività mercantili e produttive. Ovviamente, come ogni buon ricco pompeiano che si rispetti, tutto ciò doveva essere ben ostentato nella forma. Il risultato è una domus eccezionale, tra le più belle e lussuose di Pompei (forse seconda solo alla Villa dei misteri e la Casa del Fauno) e che possiede il più gran numero di affreschi in buone condizioni di tutto il sito archeologico.

[cml_media_alt id='5110']Giardino della casa dei Vettii[/cml_media_alt]

Giardino della casa dei Vettii

La struttura appare da subito maestosa: due atri, un grande impluvio di tufo nell’atriolo, i capitelli cubici al portale d’ingresso. Quasi sicuramente però la casa fu ristrutturata, probabilmente proprio dai Vettii al loro acquisto, per essere poi restaurata dopo il terremoto del 62 d.C.

Il portone d’ingresso si apre dopo il vestibolo e subito si entra nelle fauces elegantemente affrescate su sfondo scuro.

Casa dei Vettii: una casa “mitologica”

[cml_media_alt id='5108']Affreschi[/cml_media_alt]

Affreschi nelle Casa dei Vettii

Aggirarsi per questa casa è come spostarsi tra un mito e l’altro: tutte le pareti, infatti, rappresentano un diverso avvenimento mitologico.

Arrivando nel cubicolo possiamo avere un esempio di raffinatezza unica: sulla parete laterale è rappresentato il mito di Leandro e Ero, in un’altra vediamo Arianna che viene abbandonata da Teseo a Nasso. Proseguendo troviamo un quadro che raffigura Cipresso (dal quale mito, poi, prenderà nome l’albero di cipresso). In fondo ritroviamo Arianna, che questa volta assiste alla lotta tra Amore e Pan.

 

E ancora, nel peristilio, su sfondo giallo, troviamo la rappresentazione di alcuni miti tebani:

  • La vendetta di Anfione e Zeto per la morte della madre Antiope;
  • L’uccisione di Panteo, re di Tebe, per aver impedito il culto di Dioniso nella città;
  • Ercole bambino che strozza i serpenti inviati da Era;

Nell’angolo opposto del peristilio, invece, la mitologia greca:

  • L’incontro tra Dedalo e Parsifae, la moglie di Minosse, e l’inizio della storia del Minotauro;
  • La condanna di Issione , da parte di Zeus, che viene legato alla ruota costruita da Efesto;
  • La fuga di Teseo alla vista di Dioniso che scopre Arianna nel sonno mentre era assopita in una pelle di tigre;

Il motivo più ricorrente, infine, è quello degli amorini che sono intenti in varie attività con Psyche.

Il culto del focolare domestico

Ci sono alcune “finestre” dalle quali si scorgono dei bambini offrire dei pegni alle divinità del focolare.
Queste finestre però son un bluff: i pompeiani usavano affrescare gli ambienti interni in modo  che  rappresentassero scorci su scene di esterni: giardini, vedute sul mare, scene bucoliche. Quasi nessuna dimora pompeiana, infatti, ha finestre che affaccino all’esterno.

Il culto delle divinità del focolare domestico aveva una notevole importanza per i pompeiani. I Geni – legati al culto della persona, i Lare – legati alla terra e i Penati – protettori della casa che assicuravano la fecondità e la ricchezza, erano adorati in ogni casa.  Non era per niente raro, infatti, trovare in una domus pompeiana un angolo con un piccolo altare dedicato a queste divinità “minori”. D’altronde, se gli altri cittadini potevano ammirare la grandezza e la ricchezza del padrone di casa, era grazie soprattutto a questi protettori.

 

Fonte immagini: google images

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