Scavi di Pompei

Trasformare le passioni in un lavoro stimolante? Una giovane guida ci racconta come ci è riuscito

Antonio Mosca Guida Pompei
scritto da Maria

Continuiamo la nostra rubrica dedicata ad intervistare le guide turistiche, uomini e donne la cui vocazione è la profonda conoscenza del territorio e la cui principale abilità è affascinare ogni giorno centinaia di visitatori raccontando la storia dell’antica Pompei.
Incontro Antonio Mosca, una giovane guida dall’aspetto serioso e riservato, ma che si rivela in realtà simpatico, intelligente e soprattutto sereno, quest’ultimo sentimento, ormai raro per i giovani.

Il suo spirito? Studiare, appassionarsi al territorio e alla gente, e avere grazie a questo, la possibilità di capire meglio le sue origini e se stesso all’interno di questo territorio.
Antonio si reputa una persona fortunata per aver fatto incontri decisivi nella sua vita, amici e maestri, che hanno saputo indicargli la strada giusta per raggiungere i suoi obiettivi.. ma, ascoltando le sue parole e il suo contagioso entusiasmo capisco che forse, non è stata solo fortuna, ma la sua grande capacità di ascoltare, la sua umiltà e la sua forte determinazione gli hanno permesso di trasformare le sue passioni in un lavoro.

Raccontaci chi sei?

Sono Antonio Mosca nato e cresciuto a Pompei, ho 35 anni, nipote di un operaio restauratore che ha lavorato tanti anni negli scavi, e figlio di un impiegato degli scavi. L’evoluzione della specie mi ha portato a diventare guida turistica 🙂
Sono una giovane guida, infatti, da poco più di anno ho ottenuto l’abilitazione partecipando e vincendo l’ultimo concorso bandito nella Regione Campania.  Due anni fa ho lasciato il lavoro, di cui non ero soddisfatto, e mi sono dedicato esclusivamente agli studi per superare il concorso e trasformare le mie passioni in un lavoro interessante e stimolante. Sono da sempre attivo e impegnato per la promozione degli aspetti culturali del nostro territorio con l’associazione PompeiLab, di cui sono stato presidente per 3 anni.
Bisogna essere fortunati nel conoscere persone che ti indicano la strada, ma bisogna anche essere tenaci e motivati, perchè soprattutto con i concorsi pubblici come questo che è durato ben 2 anni, il rischio è di perdere la costanza e l’impegno.

Parlo bene il napoletano :), l’italiano e l’inglese. Uno dei miei prossimi obiettivi è imparare il francese, che oggi conosco poco.
Mi piace questo lavoro, è divertente ed emozionante, lo faccio con enorme entusiasmo, e ogni giorno è utile per imparare qualcosa di nuovo.

Cosa pensano i turisti incontrando una guida così giovane?

Beh, la barba nasconde bene.. e poi non sono così giovanissimo 🙂 Non ho mai ricevuto nessun appunto sul fatto di essere una guida inesperta, credo che ciò che conta è riuscire a coinvolgere ed interessare le persone.

Perchè hai scelto di fare la guida turistica?

E’ sempre stato il mio pallino. Quando ero al liceo, era uscito il concorso, e allora non avevo i requisiti di età per partecipare, ma mi è rimasta questa idea.
Ho sempre avuto la vocazione per le attività di promozione, prima culturali con l’associazione, e ora promozione del territorio.  Ho diversi amici che sono guide, conoscevo grazie a loro, alcuni aspetti di questo lavoro e immaginavo che mi sarebbe piaciuto. Quando nel 2012 si è riaperto il concorso, ho lasciato il lavoro e ho studiato ininterrottamente per raggiungere il mio obiettivo di ottenere il patentino di Guida Turistica della Regione Campania. Ci sono riuscito e ora sto a vedere cosa questa nuova vita mi porterà!
Ho già introdotto un’importante novità.. ti ho detto che non sono un tipo tecnologico, e allora per segnarmi gli appuntamenti per le visite guidate, uso un’agendina cartacea, che mi è stata regalata, quindi mi chiamano, segno e vado!

Perchè i turisti dovrebbe visitare Pompei accompagnati da una guida? e perchè dovrebbero scegliere te?

Domanda imbarazzante. Il turista dovrebbe scegliere di visitare Pompei con una guida perché solo così può avere immediatamente consapevolezza del posto in cui si trova, afferrando i punti di vista più importanti, e avere una visione più o meno completa, non solo gli aspetti storici, ma anche di vita quotidiana, della cultura e degli aspetti  folcroristici. Il turista visita un monumento, ma il monumento è sempre la rappresentazione della cultura di un territorio, e quindi la guida deve cercare di trasmettere queste informazioni. Inoltre, una guida può prenderti per mano, facilitarti e darti la chiave di lettura giusta di quello che magari hai già letto. Spesso la visita a Pompei, tappa di tour molto concentrati, è di solo un paio di ore e in un tempo così ristretto, solo una guida può effettivamente darti le informazioni essenziali del luogo.
Dovrebbe scegliere me perchè nelle mie visite cerco e spero di sorprendere il visitatore, così come io mi sono sorpreso decine di volta studiando e ascoltando i miei amici guide. Il bello di visitare un posto nuovo è riuscire a meravigliarsi anche se hai raccolto tutte le informazioni prima di visitarlo. Se riesco a fare questo, ho raggiunto il mio obiettivo.

Quali sono i consigli che dai ai turisti per la visita agli Scavi Archeologici?

I miei consigli sono di organizzarsi per stare comodi, soprattutto con le scarpe adatte, perchè bisogna camminare tanto, e il percorso è abbastanza sconnesso.. le strade di Pompei sono proprio quelle antiche.. consiglio anche di indossare un cappellino d’estate, di portarsi una buona scorta di acqua e di fare tante domande, perchè la curiosità aiuta a capire meglio le cose.
Un altro consiglio che reputo importante è di scegliere, se possibile, un orario in cui non si prevedono grosse folle, ad esempio in estate, è molto piacevole la visita negli scavi al mattino presto, dove l’atmosfera è molto tranquilla e serena e il pomeriggio dopo le 16, per rimanere fino al tramonto e godere di suggestioni ancora più coinvolgenti.

La cosa che più ti emoziona di Pompei Antica?

Sono parecchie le cose che mi emozionano. Ci sono degli affreschi bellissimi che ti lasciano ogni volta senza fiato, ad esempio nella casa di Marco Lucrezio Frontone o nella Casa del Menandro.
La fortuna di questo lavoro è che se vuoi, se hai l’attenzione per i particolari, puoi emozionarti spesso.
Io ogni volta che arrivo al Foro da via Stabiana, ho sempre un momento di mancamento.
Un’altra cosa che mi piace particolarmente è fare il percorso da sopra le mura, la camminata dall’alto è spettacolare, la consiglio.

La cosa che non ti piace di Pompei?

Molti turisti  credono di essere venuti a Pompei, giusto in tempo, prima della distruzione dell’area archeologica, perchè i media non fanno altro che parlare dei muri che crollano.
A Pompei manca la manutenzione ordinaria; mio nonno mi raccontava che con la sua squadra facevano continuamente sondaggi, e i controlli per prevenire e sistemare le piccole cose quotidianamente, questo era molto utile. Lasciando le rovine così, anche se restaurate con gli importanti progetti in corso, fra 20/30 anni si ritornerà allo stesso punto.

Quanto tempo occorre per una visita esauriente e quale percorso consigli?

Con una visita guidata, un giro bellissimo che posso consigliare… entrare dall’anfiteatro per poi risalire verso il Foro, passare ai teatri e poi decidere se andare verso porta Vesuvio e poi ritornare al Foro, se si vuole visitare Villa dei Misteri; forse 4 ore sono sufficienti, certo devi sempre sacrificare qualcosa, ma credo che in 4 ore si possa fare una bella visita.

Proponi guide e percorsi personalizzati per tipologia di visitatore? ad esempio per le scuole?

Nella mia breve carriera ho già accompagnato diverse tipologie di visitatori come le scuole, le famiglie, piccoli gruppi privati.
Per quanto riguarda le scuole, hanno l’obbligo di entrare dall’Anfiteatro e partiamo da là, proseguiamo per la necropoli, perchè lì si può vedere la stratificazione dell’eruzione e si può parlare di come è avvenuta la tragedia, poi si va all’anfiteatro perché si riesce a rievocare facilmente l’immagine del gladiatore e degli spettacoli che si organizzavano, posso portare alla loro attenzione le cose che nei film sono rappresentate bene ed altre che invece, sono di pura fantasia. Proseguiamo per l’Orto dei Fuggiaschi per vedere la tecnica dei calchi in gesso e poi andiamo alla Casa della Nave Europa, da li alle terme, e, infine arrivando al Foro li perdi, ormai sono stanchi, foto di gruppo e saluti generali.
In alcune occasioni, se c’è più tempo completiamo con i Teatri.

Quali sono le cose che suscitano curiosità e interesse nei ragazzi?

Nelle visite con i più piccoli, io mi diverto perché mi piace scherzare con loro, capisco che sono in gita; me le ricordo bene le mie gite, quindi mi metto nei loro panni e cerco di essere comprensivo.
Inoltre, seguo uno dei primi consigli dei miei maestri: non perdere mai la calma.
Sono molto attenti e incuriositi quando si parla degli aspetti della vita quotidiana, si appassionano perchè si rendono conto che molte cose della vita di 2000 anni fa non sono tanto diverse da oggi.

Raccontaci una curiosità che non si trova nei libri di scuola

Mi affascinano i racconti sui lari domestici, ho letto che queste statuette erano considerate persone di casa, rappresentavano il  rapporto ancestrale con gli antenati; si dice che nelle case pompeiane si lasciavano le briciole sul pavimento pensando che di notte i lari venissero a mangiarle.
Molto interessanti e curiosi, inoltre, sono gli innumerevoli graffiti che troviamo sui muri di Pompei, è bellissimo leggerli, ce ne sono tanti, che parlano ad esempio dei gladiatori o di professori che si lamentavano perché non venivano pagati.

Cosa consigli di visitare nella città nuova e nei dintorni di Pompei?

Tour in VespaNella città nuova io consiglierei di dare un’occhiata al programma del PompeiLab, si può scegliere un concerto o andare a teatro, d’estate è sempre piacevole. Non può mancare la visita al Santuario che dovrebbe essere sempre aperto, e poi nei dintorni ci si può sbizzarrire, consiglio un giro in Costiera, zona alta, e naturalmente mare. Inoltre consiglio ai visitatori di andare a Napoli e di non avere paura dei racconti su Napoli.
Molto suggestivo il tour in vespa che organizziamo per visitare i dintorni.

Consiglia un piatto tipico e il miglior ristorante dove mangiarlo…

Piatto tipico.. per chi arriva in questa zona.. direi di rimanere sui piatti classici tradizionali, provare i piatti poveri della tradizione locale, che sono buonissimi, come la parmigiana di melanzane o la pasta e patate. Puoi scegliere una trattoria per mantenerti sul tradizionale, oppure uno di questi ristoranti dove chef rinomati propongono piatti tradizionali rivisitati in chiave moderna.

Ringrazio Antonio per la disponibilità, per le informazioni utili che ha condiviso con noi, ma soprattutto per la sua carica di energia e di entusiasmo. Spero di essere riuscita a trasmetterti la determinazione di Antonio nel raggiungere l’obiettivo di lavorare seguendo le sue passioni.

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Maria - pompeiitaly.org