Mare Pompei

Cosa vedere ad Anacapri

Cosa vedere ad Anacapri

Continua il nostro viaggio alla scoperta dell’isola di Capri.

Ricordi? Ti sei lasciato alle spalle la città di Capri con la sua Piazzetta, i Faraglioni e i suoi sentieri. Ora saliamo nella parte più alta dell’isola, quella più autentica e lontana dal clamore. Sto parlando di Anacapri, ovvero Capri di sopra, dal prefisso greco “ana” che significa appunto sopra. In passato è stata abitata da Greci e Romani. E’ diventata nel corso del tempo il rifugio prediletto di artisti e scrittori in cerca di ispirazione.

Anticamente il Comune di Anacapri era collegato a Capri e Marina Grande dalla Scala Fenicia, una gradinata con più di 200 scalini adiacente alla porta di accesso e al paese. Oggi puoi ammirare ciò che ne resta. La porta si trova nella zona di Capodimonte poco distante da Villa San Michele.

Ad Anacapri la popolazione viveva principalmente di agricoltura e pastorizia e per certi versi è ancora così. Anche se, come puoi immaginare, il settore turistico è l’attività principale. Nel Comune di sopra, così chiamato affettuosamente dai cittadini, le stagioni vengono scandite ancora da ritualità legate alla terra e al trascorrere delle stagioni.

C’è un tempo per gli ulivi, uno per preparare le conserve di pomodoro e un altro ancora -settembre- per la vendemmia. In questo mese si svolge la Settembrata, la festa dell’uva. Per un’intera settimana il paese ritorna indietro nel tempo con usi e costumi di una volta: sfilate d’epoca, percorsi gastronomici, antichi giochi.

Va bene, andiamo al sodo. Anacapri puoi raggiungerla spostandoti da Pompei con la Circumvesuviana e scendere alla fermata Napoli Centrale. Da piazza Garibaldi puoi arrivare al porto con uno dei tanti bus o taxi in sosta alla Stazione. In auto invece basta imboccare l’A3. Al molo Beverello prendi uno dei primi aliscafi diretti a Capri. Sbarcherai sul porto di Marina Grande. Ci sono diversi modi per salire ad Anacapri: un autobus diretto oppure la funicolare in direzione Capri e poi di nuovo un pullman per Anacapri.

Giunto a destinazione fermati a Piazza Vittoria: qui ti troverai di fronte a un bivio, puoi scegliere se visitare prima il centro cittadino lungo via Giuseppe OrlandiVilla San Michele.

Allora, cosa vedere ad Anacapri?

Villa San Michele

Questa Villa fu la dimora del medico svedese Axel Munthe. Arrivò a Capri nel 1885 e decise di costruire la sua casa sui resti di un’antica cappella dedicata a S. Michele.

La mia casa deve essere aperta al sole al vento e alle voci del mare – come un tempio greco – e luce, luce, luce ovunque!

Con queste parole tratte dal suo libro autobiografico: Storia di San Michele, Munthe sottolinea perfettamente la sensazione che si prova ad ammirare il panorama dalle immense finestre dell’edificio: l’intero Golfo di Napoli.

La Villa oggi è una casa museo ricca di reperti storici. E’ gestita dal consolato di Svezia e quest’anno ha vinto il titolo di Giardino più bello di Italia. Piccola curiosità: accarezza la sfinge sul belvedere in giardino ed esprimi un desiderio, la leggenda vuole che si avveri. La sfinge di Villa S. Michele è entrata nell’immaginario collettivo grazie a un celebre scatto del fotografo Luigi Ghirri.

Cosa vedere ad Anacapri

Centro storico: via Giuseppe Orlandi

Il centro storico di Anacapri è pedonale, quindi puoi percorrerlo tranquillamente a piedi. Troverai numerosi negozi tipici legati alla tradizione: c’è chi con pazienza e sudore della fronte produce ancora i sandali capresi oppure chi con argilla e colori dà forma a oggetti in ceramica fatti a mano.

A proposito, Anacapri, ma in generale l’isola, è tappezzata di mattonelle maiolicate, vengono usate per i numeri civici e addirittura compongono mappe informative. Divertiti a leggere gli antichi proverbi capresi stampati su.

Lungo il cammino fermati a visitare la Casa Rossa, un edificio dalle pareti interamente dipinte di rosso pompeiano. Costruita a fine ‘800 dal colonnello John Clay MacKowen, di New Orleans. Fu presto arredata con reperti provenienti da numerose località dell’isola.

Entra e concedi un po’ del tuo tempo per osservare le quattro statue romane ritrovate sul fondale della Grotta Azzurra. Ancora una cosa, sali sulla torretta e vedrai campi coltivati, mare e tante stradine.

Proseguendo lungo la strada dai un’occhiata alla Chiesa di San Michele, in stile barocco fu eretta nel 1698 e il 1719. Il suo principale punto d’attrazione è il pavimento in maiolica che raffigura la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre. Quest’opera magna fu realizzata dal maestro “riggiolaro” Leonardo Chiaiese.

Dopo la Chiesa di San Michele puoi andare alle Boffe, l’antico centro cittadino. Qui si snodano tantissimi vicoletti caratteristici e profumati di fiori. In questo angolo si respira l’anima più autentica di Anacapri con le case in stile caprese: basse e con volta a botte.

La Grotta Azzurra

Alla Grotta Azzurra puoi andarci: a piedi procedendo per la zona delle Boffe lungo le vie interne, ma rischi di perderti. Meglio gli autobus che stazionano in Piazza della Pace, oppure via mare partendo dal porto di Marina Grande. Le imbarcazioni dedicate al giro dell’isola ti condurranno all’entrata della Grotta. Giunto in prossimità dell’insenatura dovrai entrare calandoti su una barchetta a remi.

L’entrata è strettissima ma le acque azzurre al suo interno ti faranno dimenticare ogni paura. Ai tempi della dominazione romana, la Grotta Azzurra era un ninfeo. La leggenda narra che fosse segretamente collegata a una delle antiche residenze di Tiberio nelle vicinanze.

Poco distante dalla Grotta Azzurra c’è Gradola, un piccolo lido dove potrai fare il bagno in acque limpidissime. Il mare è abbastanza profondo, se non sei un nuotatore esperto goditi solo un po’ di sole e riposa lo sguardo verso il blu infinito di questo luogo.

Sentiero dei fortini

La passeggiata dei fortini può essere intrapresa dal Faro oppure dalla Grotta Azzurra. Per comodità ti indicherò la strada da seguire a cominciare da quest’ ultima località. Arriva a Piazzetta di Orrico, scendi le scale e visita il fortino. Poi prosegui verso sinistra per raggiungere le costruzioni di Mesola e Pino.

Il percorso è immerso nella macchia mediterranea, ti sembrerà di essere un equilibrista sulla linea d’orizzonte tra cielo e mare. Il tempo di percorrenza varia dalla 3-4 ore, munisciti di scarpe comode e bottiglie d’acqua.

Faro di Punta Carena

Arriverai al Faro, in questa zona concediti un bagno tra le acque della piccola baia abbracciata dalle rocce. Per molti abitanti del posto questo è un luogo sacro, in cui la giornata inizia alle prime ore del mattino e finisce al tramonto con un aperitivo. Questa località di mare deve il suo nome al Faro che svetta maestoso sulla costa nord occidentale dell’isola.

Lo sapevi che questo gigantesco guardiano del mare è il secondo in Italia per portata luminosa? E i primati non finiscono qui. E’ uno dei pochi fari nel nostro Paese ad avere ancora un guardiano e a non basare il suo funzionamento esclusivamente su automatismi.

Monte Solaro

Se vuoi avere una visione globale dell’isola recati a Monte Solaro. Con i suoi 589 metri sul livello del mare è la cima più alta di Capri. Con un solo sguardo abbraccerai i Faraglioni, il centro abitato di Capri, Sorrento, il Golfo di Napoli e di Salerno. Puoi arrivarci a piedi o in seggiovia. La seggiovia per Monte Solaro si trova nei pressi di Piazza Vittoria, per arrivare a destinazione impiega circa 14 minuti. Puoi stare sereno, non percorre grandi altezze, quindi può essere una soluzione anche per chi soffre di vertigini.

Per raggiungere Monte Solaro a piedi devi imboccare la strada alle spalle di Piazza della Pace nei pressi del cimitero, poi procedere in salita. Ci vorrà circa un’ora. Arrivato a Monte Solaro goditi il panorama sul mare e cogli l’occasione per visitare l’Eremo di Cetrella.

Cosa vedere ad Anacapri?

Il nostro viaggio da Pompei a Capri si conclude con l’escursione ad Anacapri. Ma niente paura. La Campania e le sue località di mare hanno ancora molto da raccontare. Vuoi conoscere qualche informazione in anticipo prima di partire? Scarica il nostro Tourist Kit.

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