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Pompeiitaly junior, la storia di Pompei per bambini

[cml_media_alt id='4670']Elio protagonista di Pompeiitaly Junior[/cml_media_alt]

ELIO racconta la storia di Pompei per bambini e ragazzi!

Ogni due settimane una striscia a fumetti e dei box di approfondimento, vi accompagneranno alla scoperta di Pompei: un coinvolgente viaggio illustrato nel tempo e nella conoscenza della nostra meravigliosa città.
Siete pronti a conoscere E L I O  e i suoi amici speciali?
Questa settimana comincia l’avventura in compagnia di Gaia Vettius Tertia nell’antica Pompei...

Buona lettura!

[cml_media_alt id='4625']La storia di Pompei per bambini[/cml_media_alt]

 

Tria nomina: Praenomen, Nomen, Cognomen.
Può sembrarci strano, ma gli antichi romani avevano ben tre nomi! Il “nome proprio”, che i latini chiamavano “praenomen“, era il nome con il quale le persone venivano chiamate ogni giorno, corrispondente al nostro nome di battesimo. Veniva infatti dato ai bambini alla nascita!
Poi c’era il “nomen” una sorta di nome di famiglia: faceva capire a quale gruppo familiare si apparteneva!
Infine il “cognomen” una specie di soprannome che veniva dato in base ad una caratteristica personale o ad un evento di colui che lo portava. In seguito il “cognomen” si trasmise di padre in figlio.
Come ci si salutava al tempo dell'antica Roma? Salve e Ave.
Quando ci si incontrava per strada per salutare un conoscente si utilizzavano un paio di saluti. Si poteva dire Salve, oppure Ave.
Salve ci è molto familiare! Infatti si usa ancora oggi! Ma cosa significa? Questa parola ci viene da un verbo latino, salvere che significa essere in buona salute. Quando si diceva -e si dice ancora oggi- “salve” si sta semplicemente augurando la buona salute alla persona che incontriamo, significa infatti “salute a te.
Ave” era un saluto dal significato quasi identico, infatti significa “vivi!”. Con Ave dunque si augurava di vivere a lungo!
In quali edifici vivevano gli antichi Romani? La domus, la villa, l'insula e la taberna.
Gli antichi romani vivevano in vari edifici diversi per forma e dimensione. Le famiglie ricche vivevano nelle domus, ovvero delle abitazioni private piuttosto grandi collocate in città. Le famiglie ricche oltre a vivere nelle domus talvolta avevano anche delle case fuori città ovvero le
villae: esisteva anche una tipo di villa detta villa rustica, sempre fuori città, e precisamente in campagna dotata di ambienti per il lavoro agricolo. Il più poveri vivevano invece nelle insulae,una specie di condominio dei giorni nostri: erano delle palazzine in cui vivevano più famiglie.
C’erano poi le tabernae, ovvero i negozi degli antichi romani. Non erano infatti delle abitazioni: la taberna era un ambiente aperto su uno spazio più ampio, aveva un’ampia porta, ed era dedicata alle attività commerciali.
Il calendario dei romani: le calende, le none e le idi.
I Romani avevano un loro calendario. Dopo vari cambiamenti nel corso dei secoli il calendario romano divenne più o meno come il nostro, ovvero un calendario con dodici mesi. Alcuni giorni del mese però avevano dei nomi particolari.
Il primo era il giorno delle calende, da cui deriva la parola calendario: era il primo giorno di ogni mese. Gli altri due erano le none e le idi: in marzo, maggio, quintile e ottobre, le none cadevano il settimo e le idi il quindicesimo giorno mentre negli altri mesi esse cadevano il quinto ed il tredicesimo giorno.

 

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