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La Scuola nell’Antica Pompei

[cml_media_alt id='4821']Gaia: Personaggio Pompei Junior[/cml_media_alt]

ELIO racconta la storia di Pompei per bambini e ragazzi!

Ogni due settimane una striscia a fumetti e dei box di approfondimento, vi accompagneranno alla scoperta di Pompei: un coinvolgente viaggio illustrato nel tempo e nella conoscenza della nostra meravigliosa città.
Siete pronti a conoscere E L I O  e i suoi amici speciali?
Questa settimana Elio e Gaia ci parlano di ….

La scuola nell’antica Pompei

Dimenticate libri, penne, pennarelli, matite, colori, quaderni e calcolatrici: al tempo degli antichi romani non c’era nulla di tutto ciò! Prima di entusiasmarvi troppo e di cercare una “macchina del tempo” sappiate che nell’antica Roma, come a Pompei si studiava lo stesso e probabilmente studiare era molto più scomodo e difficile rispetto ad oggi!

Buona lettura!

[cml_media_alt id='4818']Pompei Junior n.2 - La Scuola[/cml_media_alt]

Le scuole nell’antica Pompei
A Pompei, sono stati scoperti numerosi indizi sia dell’esistenza di scuole, come nel Foro, nelle vicinanze del Tempio di Apollo o della Grande Palestra, che testimonianze dirette dai graffiti trovati tra le strade cittadine, delle abitudini e delle attività degli studenti, talvolta il loro nome inciso (Nonio Lorica, Elio Cidino).

Uno dei magister ludi, (insegnante) più conosciuto dagli archeologi è sicuramente Sema che svolgeva la sua attività nei pressi del Tempio di Apollo. Egli non guadagnava molto come insegnante e così “arrotondava” nel tempo libero con l’attività di scrivano pubblico.
D’altro spessore, la scuola del maestro Potito: solo quindici alunni, al primo piano di un edificio e ben lontano dai rumori della strada, in alto c’era una scritta: “Silenzio, qui si studia! E tu, sfaticato, smetti di guardare il soffitto!”.

La cartella degli studenti
Cosa portavano con se i ragazzi dell’antica Pompei per studiare? Ovviamente non avevano uno zaino zeppo di libri, penne e quaderni.
Gli strumenti per la scrittura erano vari: si scriveva su papiro, pergamena, su avorio o cocci. Di solito però si scriveva su uno strumento più economico, ovvero tavolette spalmate di cera: la cera veniva spalmata su entrambe le parti della tavoletta e quest’ultima veniva legata con altre per mezzo di una cordicella che passava all’interno di alcuni fori praticati lateralmente, in modo da avere l’ aspetto di un libro. Le lettere si incidevano sulla cera utilizzando un piccolo cannello sottile che aveva una punta (stilus o graphium);  una piccola spatola veniva utilizzata, in caso di errori, per cancellare la scrittura. Gli scolari avevano anche un “abaco“: una specie di pallottoliere che serviva a fare calcoli semplici.
A scuola con il magister ludi: il maestro elementare.
A 6 anni, i bambini delle famiglie che non avevano la possibilità di contare su un “pedagogo“, un maestro a casa (spesso uno schiavo istruito), iniziavano la scuola con il “magister ludi” l’odierno maestro elementare. La scuola iniziava alla fine del mese di Marzo e durava 8 mesi. Ogni giorno si svolgevano 6 ore di lezione, con una breve pausa per il pranzo ed imparavano a leggere, a scrivere e a fare i calcoli. Le lezioni non si tenevano in edifici dedicati, nè divisi in classi: l’ insegnamento era praticato in piccole stanze (tabernae, pergolae) veri e propri retrobottega quasi a diretto contatto con l’esterno. Addirittura, quando il tempo lo consentiva, le lezioni si tenevano all’aperto. L’arredamento consisteva in una cattedra per il maestro, banchi o sgabelli per gli alunni ed una lavagna
Il grammatico e il retore: la scuola media e gli studi superiori
Compiuti i 12 anni i maschi continuavano a studiare con il “grammatico, un maestro di cultura greca che insegnava la lingua e la letteratura greca oltre al latino, la storia, la geografia, la fisica e l’astronomia. Le femmine invece dovevano imparare a svolgere i lavori domestici.
Non tutti continuavano a studiare. Per la maggioranza delle persone saper leggere, scrivere e far di conto era già sufficiente. Chi invece aspirava a diventare un politico o un giurista (gli avvocati dell’epoca) iniziava a 17 anni a studiare con un “retore”. La scuola col retore durava 2 anni. Chi voleva continuare gli studi per approfondire discipline come la filosofia, l’astronomia, la geografia e la fisica doveva andare in Grecia!

 

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