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Il cuore pulsante della città: il FORO

Storia per bambini: Il Foro

ELIO racconta la storia di Pompei per bambini e ragazzi!

Ogni due settimane una striscia a fumetti e dei box di approfondimento, vi accompagneranno alla scoperta di Pompei: un coinvolgente viaggio illustrato nel tempo e nella conoscenza della nostra meravigliosa città.
Siete pronti a conoscere E L I O  e i suoi amici speciali?
Questa settimana Elio e Gaia ci parlano di ….

Il cuore pulsante della città: il FORO

Nel Foro si teneva il mercato della città, ci si incontrava per concludere affari, per curare le “pubbliche relazioni” , per stringere alleanze e per cercare consensi elettorali. Era il luogo dove trovare i più importanti edifici nelle città romane ed è qui che si svolgeva la vita politica.
ELIOeGAIA ci raccontano questo e molto altro in questa nuova puntata di Pompei Junior

Buona lettura!

La storia per bambini: al Foro

 

Pubbliche relazioni, politica e alleanze nel Foro dell'antica Pompei

Sia che viviate in una grande città o in un piccolo paesino c’è sempre un luogo particolare in cui ci si incontra o ci si da appuntamento, di solito si tratta della piazza.

Anche nell’antica Roma c’era una cosa del genere: si trattava del Foro. No, non era un buco al centro della città come qualcuno probabilmente sta pensando!
La parola Foro deriva dal latino Forum che indicava la piazza di quei tempi, ovvero il luogo principale di ogni città romana, sede di edifici pubblici religiosi e civili, come Templi -luoghi dedicati al culto delle divinità- e Basiliche – luoghi di riunioni pubbliche e di amministrazione della giustizia)
Nel Foro si teneva il mercato della città, ci si incontrava per concludere affari, per curare le “pubbliche relazioni” , per stringere alleanze e per cercare consensi elettorali: era davvero il cuore pulsante di ogni città dell’antica Roma.
Anche la città di Pompei aveva il suo prestigioso Foro e dalle testimonianze archeologiche si può capire che le attività del Forum pompeiano erano molto vivaci ed animate soprattutto per quanto riguarda la vita politica.
Nel Foro infatti, tra i vari edifici già citati, c’era anche il comitium ovvero il seggio elettorale dove i cittadini si recavano in occasione delle elezioni per le cariche pubbliche che dovevano governare la città.
Ma come si svolgeva la campagna elettorale presso il Foro?
Il candidato si impegnava in prima persona a cercare voti, spesso con l’aiuto dei suoi sostenitori – detti suffragatores. L’insistenza dei candidati nel chiedere voti era considerato un atto di umiltà, mentre i candidati che si mostravano reticenti a chiedere voti venivano percepiti come arroganti, dando l’impressione che la loro nomina era scontata e non avevano necessità di impegnarsi per cercare voti.
Il candidato era tenuto a frequentare il foro ogni giorno e parlare con gli elettori preferibilmente in orari diversi rispetto agli altri candidati. Qui il candidato si rivolgeva direttamente agli elettori: li chiamava per nome, li fermava per strada prendendoli per mano chiedendo esplicitamente il loro voto in nome dei favori ricevuti in passato e di quelli che avrebbero avuto in futuro in caso di successo. Col tempo questo tipo di campagna elettorale fu sostituita dall’utilizzo di manifesti scritti non su carta ma direttamente sui muri della città, specialmente sugli esterni delle botteghe.

I principali luoghi pubblici di culto a Pompei
La vita culturale e religiosa dell’antica città di Pompei può essere ricostruita attraverso le testimonianze archeologiche dei templi e dei luoghi di culto che vi si trovano. Questi luoghi ci forniscono un’immagine molto chiara della vita religiosa dei cittadini di Pompei. Passiamo dunque in rassegna e scopriamo i resti dei principali luoghi di culto.
Il Tempio di Asclepio si trova all’angolo tra la Via del Tempio di Iside e la Via Stabiana. Risale al II secolo a.C., ed era un luogo dedicato al culto di Asclepio, ovvero la divinità greco-romana della medicina. Asclepio veniva raffigurato con in mano un bastone, talvolta con un serpente intorno ad esso, che è diventato il simbolo internazionale del soccorso medico.
Il Tempio di Iside è un piccolo tempio romano. Iside era venerata nell’antico Egitto ma cominciò ad essere venerata anche dai romani, in particolare in quelle città, come Pompei, che avevano forti legami commerciali con l’Egitto. Il tempio di Iside si trova dietro il Teatro Grande. Originariamente costruito nel tardo II secolo a.C., fu distrutto dal terremoto del 62 d.C. Questo tempio si pensa fosse molto popolare tra gli schiavi, i servi e le classi dei lavoratori di Pompei.
Il Tempio di Giove si trova nella parte settentrionale del Foro. Conosciuto anche come il Campidoglio, era un luogo dedicato al culto di Giove, il capo delle divinità romane nonché considerato il protettore di Roma. Il tempio dedicato a Giove divenne in seguito anche un luogo di culto per Giunone e Minerva , che insieme a Giove formava la cosiddetta Triade Capitolina.
Il Tempio di Fortuna Augusta si trova all’angolo di via del Foro e via della Fortuna. Fu costruito da Marco Tullio, un benefattore locale: questo piccolo tempio fu distrutto nel terremoto del 62 d.C., e mai completamente ricostruito.
Il Tempio di Apollo si trova accanto al Foro nel centro storico di Pompei. Si pensa che sia stato il più importante edificio religioso della città per gran parte della sua storia. Il tempio assunse la sua forma attuale nel II secolo a.C. Danneggiato ampiamente dal terremoto del 62 d.C., non è mai stato completamente ricostruito. La sua posizione elevata consente ancora oggi ai visitatori di godere di una veduta panoramica del Vesuvio, a nord-ovest della città.
La Basilica si trova sul lato sinistro di una grande piazza, che ha il Foro come suo centro. E’ la più antica basilica romana mai scoperta. La basilica era uno dei più importanti edifici dell’antica città di Pompei: ospitava il tribunale della città ed anche delle sale dedicate alle transazioni commerciali e finanziarie. Sul bordo occidentale del centro di Pompei, si raggiunge la cima della collina a ridosso del Tempio di Venere che situato in posizione panoramica sulla pianura circostante e sul golfo di Napoli era circondato da portici e decorato interamente in marmo.
Le figure pubbliche di spicco nell'antica Pompei
Com’era e come si svolgeva la vita politica nell’antica città di Pompei? Quali erano le figure pubbliche di spicco? Possiamo rispondere a questi interrogativi attraverso le iscrizioni murali o monumentali che l’archeologia ha portato alla luce.
Cominciamo subito con qualcosa di familiare.. anche nell’antica città di Pompei si svolgevano periodicamente le elezioni per il rinnovo della classe dirigente proprio come avviene oggi nelle nostre città. C’erano ovviamente degli schieramenti contrapposti, tuttavia, non c’erano vere e proprie organizzazioni politiche paragonabili agli odierni partiti ma solo delle fazioni costituite da persone e famiglie influenti ed i loro sostenitori.
Un buon passaporto per un’eccellente carriera politica era l’avere abbastanza denaro da spendere in donazioni; accollarsi le spese per l’edificazione o la ristrutturazione di edifici pubblici, o la collocazione di belle statue all’interno degli edifici religiosi costituiva un buon trampolino di lancio. Pensate che il figlio di un ricco mecenate che ricostruì il Tempio di Iside fu premiato con l’elezione al consiglio comunale. Le iscrizioni murali evidenziano quanto vivace fosse la campagna elettorale dei candidati alle cariche pubbliche cittadine: venivano sottolineate le qualità morali del candidato, da quale famiglia provenisse e come si era speso concretamente per la città ed i suoi cittadini. A Pompei le cariche istituzionali erano sostanzialmente tre: il comitum, l’ordo decurionum e la magistratura.
Il comitum era l’assemblea del popolo. Era composto esclusivamente da uomini adulti e liberi ovvero non da schiavi. Il compito del comitum era quello di votare ed eleggere i magistrati.
Il decurionum ordo era l’organo legislativo della città ovvero il consiglio municipale dell’epoca.
La magistratura era composta dai duumviri e dagli aediles che venivano eletti dal comitum.
Compito dei duumviri era coordinare la gestione finanziaria della città come la riscossione delle tasse, la costruzione delle maggiori opere pubbliche come strade, templi e teatri, etc. Gli aediles invece si occupavano della manutenzione delle strade e degli edifici pubblici, della gestione dei mercati e della polizia urbana ovvero dei vigiles parola latina da cui proviene la parola vigile..
Cariche pubbliche ed organizzazione dell'impero romano nel 79 d.C.
Nel 79 d.C. Roma si trova in pieno periodo imperiale.
Ma come era organizzato e quali erano le cariche pubbliche durante il periodo imperiale? I principali elementi che caratterizzavano lo Stato durante il periodo imperiale dell’antica Roma erano tre: il governo centrale, l’esercito ed il governo delle provincie.
Generalmente quando l’esercito romano vinceva una guerra conquistando un territorio o una città terminava la sua funzione prettamente militare ed iniziava la sua missione di tutori dell’ordine, diremmo oggi funzioni di polizia. In sostanza compito dell’esercito non era solo fare la guerra ma anche controllare il normale svolgersi della vita civile: proteggere i cittadini romani, i campi agricoli ed i luoghi di culto.
I romani per mantenere l’ordine, riscuotere i tributi ed acquisire informazioni preferivano cooperare con le preesistenti autorità locali invece di mettersi in conflitto con esse. In effetti le popolazioni e le comunità che si dimostravano leali a Roma mantenevano le proprie leggi e talvolta in casi eccezionali erano anche esentati dalla tassazione romana.
A capo del governo centrale dell’impero romano c’era naturalmente l’imperatore che col titolo di Pontifex Maximus esercitava sia il potere politico che quello religioso. L’imperatore aveva il potere di dichiarare la guerra, ratificare trattati e negoziare con i capi stranieri. All’imperatore si affiancava il Senato, un organo collegiale: imperatore e senato erano teoricamente due rami coeguali del governo, ma in pratica l’effettiva autorità del senato imperiale era trascurabile in quanto l’imperatore deteneva il vero potere dello stato ed il senato si limitava a mettere in atto le decisioni dell’imperatore. I soldati dell’esercito erano pagati attingendo direttamente dai fondi dell’imperatore
che si assicurava dunque anche il controllo dell’esercito. Le provincie romane erano invece governate da Governatori locali inviati da Roma; ogni anno il governo centrale inviava nelle province circa 160 governatori per governare i territori fuori dell’Italia.

2 Commenti

  • Salve, sono una insegnante di Scuola Primaria e sarei interessata ai fumetti Pompei Junior per far conoscere in modo piacevole, immediato e divertente ai miei studenti gli antichi usi e costumi dell’antico popolo romano. Dove posso trovare tutti i fumetti? Esistono anche dei video o dei cartoni animati simili? Ringraziandovi, vi saluto e vi faccio i miei complimenti per le idee ed il bel sito.

    • Buongiorno Prof.,
      è un piacere leggere il suo messaggio. Siamo felici che il nostro fumetto sia utile per avvicinare i bambini alla storia. Era esattamente questo l’intento.
      Le invierò via mail le 6 tavole che abbiamo realizzato. Al momento stiamo cercando fondi per continuare il progetto e la terrò informata sugli sviluppi.
      Pensiamo che questo strumento possa essere davvero interessante ed efficace per far conoscere la storia dell’Antica Pompei.
      Grazie per i complimenti
      A presto

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