Food & Drink

Il babà napoletano… è una cosa seria!

Babà napoletano
Written by Mariarosaria

Emblema di bontà e semplicità, il babà napoletano nasconde, sotto una superficie scura, un cuore tenero e delicato, che fa dell’equilibrio la sua caratteristica peculiare. Il suo segreto è la consistenza, frutto della pazienza richiesta dalle tre lievitazioni della ricetta classica, che, unita all’inebriante aroma di rum,  incanta le papille gustative e poi va dritta al cuore.

Si presenta nella classica forma a fungo, come grossa ciambella con un nucleo di frutta e panna, o in miniatura, con crema pasticcera ed amarene. Per goderselo non sono necessari piattino e forchetta: lo si prende e lo si mangia con le mani, continuando la passeggiata o la strada per il lavoro e, per questo, rientra a pieno titolo nello street food.

[highlight color=”red”]A Napoli “Tu si nu babà” si dice a qualcuno – o anche di qualcosa –  che ci stupisce per le sue doti nascoste, a cui vogliamo dimostrare con pathos la nostra stima o, ancora, per ringraziarlo di un’attenzione, un regalo o un favore ricevuto. È, quindi, un’espressione dal significato estremamente positivo e se ti è capitato di sentirtelo dire, devi esserne ben contento![/highlight]

 

Il  babà è il re della pasticceria Napoletana. Ma qual è la sua storia?

[cml_media_alt id='4208']Babà Napoletano[/cml_media_alt]C’era una volta un re… comincia così la storia del babà napoletano, un po’ come nelle favole. Si tratta di Stanislao Leszczinski, re di Polonia fino al 1735 che fu sconfitto in guerra da Pietro il Grande, zar di Russia. Relegato al Ducato di Lorena e trasferitosi nella residenza di campagna di Luneville, pare che Stanislao si annoiasse molto e decise d’impegnare il tempo libero negli studi filosofici e di confortarsi tra una lettura e l’altra, con i dolci preparati dai pasticceri di palazzo. Il problema, però, stava nel fatto che il “kugelhupf”, tipico dessert della Lorena a pasta soffice, Stanislao proprio non lo digerisse, perché troppo asciutto, simile ad un panettone. Si narra, inoltre, che il Duca fosse un noto bevitore. Non disdegnava alcun tipo di vino e distillato e, proprio in virtù delle sue conoscenze “alcoliche” provò a bagnare il dolce lorenese con del Madeira. Ma niente, neanche in quel modo riuscì a gustarlo con piacere. Poi, un giorno – e qui comincia la leggenda – Stanislao, stufo dell’ennesimo tentativo dei pasticceri di rifilargli il solito kugelhupf, si rifiutò di mangiarlo e, in un momento d’ira, scagliò via il piatto, che andò a scontrarsi con una bottiglia di rum, rovesciandola. In men che non si dica, l’insipido dolce lorenese si colorò d’ambra e s’impregnò di un inebriante profumo di rum che convinse Stanislao ad assaggiarlo. Le sensazioni che provò con quel boccone, noi napoletani le conosciamo bene, ma non abbiamo certezza che questo sia il modo in cui il babà è venuto alla luce.

Intuizione o casualità, non importa. Questo è, di sicuro, uno dei momenti cruciali nella storia dell’arte culinaria mondiale.

[cml_media_alt id='4791']Babà Napoletano al Rum[/cml_media_alt]A questo primo prototipo di babà napoletano, con la forma della cupola di Santa Sofia a Costantinopoli, mancava, però, il nome. E sempre Stanislao decise d’intitolarlo ad Alì Babà, protagonista di uno dei suoi racconti preferiti “Le mille e una notte”.

Il babà, da Luneville, arrivò presto a Parigi grazie alla pasticceria del polacco Stohrer, oggi ancora in funzione a Rue Montorgueil, dove prese la caratteristica forma a fungo che noi tutti conosciamo. A Napoli, poi, approdò  grazie ai monsù – chef delle famiglie nobili –  e ci si stabilì definitivamente. Già nel 1836, infatti,  il babà compare nel primo manuale di cucina italiana, scritto da Angeletti, come dolce tipico napoletano .

Novità degli ultimi anni è il babà napoletano al limoncello, nato a Capri, che equilibra ulteriormente la sensazione di dolcezza e trasferisce al dessert le delicate fragranze agrumate degli oli essenziali presenti nella buccia del limone. Lo puoi trovare nei caratteristici vasetti confezionati artigianalmente.

 

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vademecum Pompei banner

PRIMA DI ANDARE VIA, PRENDI IL TUO REGALO!

EBook: Vademecum del Turista Perfetto per Pompei
L'indispensabile raccolta di informazioni e suggerimenti che DEVI sapere per organizzare la tua visita agli Scavi di Pompei

Riceverai tra poco una mail con il tuo omaggio.

 Se non ricevi la mail entro 10 minuti controlla nella cartella SPAM o PROMOZIONI del tuo account di posta.