Arte e Cultura

Una “Speranza” per Pompei con la Montmartre Pompeiana

"Speranza" olio su tela di Antonella Scala
Written by Maria

I Pittori Vesuviani lanciano una raccolta di firme sul web per chiedere al Sindaco di Pompei un luogo della città dove esporre a titolo gratuito e proporre la propria arte contemporanea ai milioni di turisti in visita alla città. Seguendo l’esempio della richiesta fatta dall’artista napoletano Giovanni Manzo al sindaco De Magistris per ottenere una strada o una piazza a Napoli per gli artisti napoletani, a Pompei, Antonella Scala si fa promotrice e portavoce della petizione online pubblicata sul sito change.org.

Incuriositi dall’iniziativa intervistiamo Antonella Scala e scopriamo una persona davvero tenace ed esplosiva..

In copertina Olio su Tela anno 2010 di Antonella Scala intitolato “Speranza”

Ciao Antonella, qual è l’obiettivo di questa iniziativa e che cos’è la Montmartre?

[cml_media_alt id='4120']Montmartre Pompeiana[/cml_media_alt]

Montmartre Pompeiana

La petizione nasce dall’esigenza di avere un posto della città dove esporre la nostra arte. Seguendo l’esempio dell’amico Maestro Giovanni Manzo a Napoli, ho lanciato questa raccolta firma sul web destinata al sindaco di Pompei per ottenere una piazza, una strada, uno spazio per 365 giorni all’anno. L’intento è quello di creare una galleria a cielo aperto, la Montmartre Pompeiana – Montmartre è il quartiere degli artisti a Parigi –, dove gli artisti emergenti dell’area vesuviana possano esporre le opere e proporre la pittura contemporanea ai turisti in visita alla città.

 

Come è andata la petizione?

Abbiamo raccolto oltre 300 firme da Luglio e, soprattutto, abbiamo creato un gruppo di 18 artisti che aspettano di ricevere una meritata attenzione.
Nonostante le critiche ricevute da chi ci accusava di fare i furbi per non pagare l’occupazione del suolo pubblico, siamo riusciti ad ottenere la disponibilità dell’assessore alla cultura Orsineri, che si è dimostrato sensibile all’iniziativa, tanto da proporci un progetto pilota di 40 giorni.
Il Comune ci ha proposto di esporre a via Luca D’Aosta ma, ritenendo di maggior impatto l’area di Piazza Immacolata a Via Plinio, abbiamo fatto la nostra controproposta. Vorremmo, inoltre, usufruire di questa disponibilità per alcune giornate di dicembre e le domeniche mattina dell’anno nuovo. Per ora ci dobbiamo accontentare di esporre sui cavalletti, anche se abbiamo già pronto un progetto dell’area allestita con stands.
Aspettiamo e speriamo nei prossimi giorni di partire con l’iniziativa.

Conosciamo meglio Antonella, dai raccontaci qualcosa di te

[cml_media_alt id='4118']Antonella Scala[/cml_media_alt]Io mi definisco un’ambientalista che materializza pensieri. Vengo dalle lotte, fin dagli anni ’90, per il disinquinamento del fiume Sarno e facevo attivamente parte di diverse associazioni, come Neo Geo e il Progetto Arcadia di Scafati.
Successivamente ho partecipato alle lotte per la chiusura delle discariche nel Parco Nazionale del Vesuvio e il mio progetto di vita è l’impegno per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio vesuviano. Purtroppo, nonostante la collaborazione di tante persone che spesso pagano a caro prezzo l’impegno sociale, è difficile ottenere dei risultati che garantiscano la risoluzione di gravi problematiche ambientali che rappresentano il cancro del nostro territorio. In quel periodo siamo riusciti, però, ad ottenere l’impedimento dell’apertura della discarica di Cava Vitiello.

Nel video “MANI VESUVIANE” , a sostegno di tutte le lotte con l’amico e collega Ciro Segreto – estemporaneamente al lavoro alle falde del Vesuvio – raccogliamo una piccola sintesi delle lotte sul nostro territorio.

Dopo queste battaglie, spesso inconcludenti, decido di trasmigrare su tela il mio pensiero ambientalista e la mia passione artistica si trasforma in Social Art, con l’obiettivo di sensibilizzare attraverso l’arte.

Nelle mie opere mi ispiro al fiume Sarno e al litorale torrese-stabiese  e i colori dominanti sono gli azzurri e i rossi.
Spesso definiscono le mie opere angoscianti, ma del resto l’inquinamento è una piaga e non può che suscitare sensazioni di inquietudine.
Nel periodo delle lotte sul Vesuvio ho utilizzato molto i rossi, rifacendomi ovviamente alla lava vesuviana.
Grazie alla mia personale visione dell’arte nel 2010 ottengo il “Premio Ambiente” a Roma conferitomi dal professore Donato Conenna.

Non ho fatto l’accademia e, quindi, non mi reputo un’artista ma, semplicemente, un’artigiana dell’arte che cerca di trasmettere i suoi ideali. Anche se non sempre le mie opere possano piacere, mi basta portare all’attenzione le tematiche a cui tengo, come il fiume Sarno.
Io sono una donna del Fiume!

Che cosa rappresenta l’arte per te e a chi ti ispiri?

[cml_media_alt id='4119']"Riduzione"[/cml_media_alt]

“Riduzione” opera in terracotta patinata – anno 2000

Mi dedico all’arte per rilassarmi, per tirare fuori i mostri che ho dentro e che mi angosciano, ma anche per condividere e confrontarmi con gli altri, amici e artisti.
Ho cominciato 15 anni fa e la mia prima opera è stata una scultura in terracotta che rappresenta il fiume Sarno che piange. Ho partecipato con quest’opera alla mia prima collettiva al Chiostro di San Francesco a Sorrento e, da lì, ho conosciuto altri artisti, che poi sono diventanti cari amici e motivazione per continuare a coltivare questa passione. In seguito ho partecipato ad altre collettive come ArteSia di Stefania Serrapica e fondato un’associazione per portare l’arte in strada: la 04 AzioniConcertate. Ho al mio attivo qualche personale, quella che piu’ mi piace ricordare è AdulataPompei, che si tenne nel 2010 all’Hotel Pace di Pompei.

Il mio pittore preferito è Van Gogh. Anche gli impressionisti – non li disdegno – furono al loro tempo dei ribelli che volevano sganciarsi dall’arte consueta dell’epoca e anche io, come loro, cerco una collocazione che sia lontana dall’uso e consumo dell’arte mercenaria.
Mi piacciono i classici, le figure greche, i rossi pompeiani e le pitture parietali, a cui sono legata per le mie radici di pompeiana.

Cosa sogni per il tuo futuro?

Sogno di riuscire a raggiungere gli obbiettivi che perseguo con ardore e tenacia, ma il più delle volte mi trovo davanti muri di gomma e sono costretta a cambiare strada, ricominciando da zero.

Tu sei di Pompei. Secondo te, cosa ha di bello questa città? e cosa i turisti non devono assolutamente perdersi?

Pompei è molto bella ma senz’altro le Rovine di Pompeii sono la parte più suggestiva.
I turisti non devono perdersi  l’Anfiteatro, perchè è stupendo. É sbalorditivo sapere che i romani lavoravano senza cemento e che quell’opera è in piedi solo con la calce e gli inerti. Poi consiglio il foro, i templi e le case, la cui bellezza è stata fonte di ispirazione di tanti architetti.

Se avessi un minuto faccia a faccia con il Ministro Franceschini cosa gli diresti?

[cml_media_alt id='4122']Ministro Franceschini[/cml_media_alt]<< Ministro Franceschini non ti fidare sempre della stessa gente, c’è bisogno di menti giovani e fresche. Cerca giovani archeologici  che hanno veramente a cuore il sito archeologico e fallo rinascere con la loro collaborazione. >>

SAVE POMPEII!

E ai giovani della tua città cosa diresti?

Direi di non arrendersi, di non andare via, di essere educati ma di sbattere in faccia ai politici la verità, non accettare passivamente le cose e di essere attaccati alla propria terra.
Ogni giovane dovrebbe impegnarsi per un futuro senza rifiuti e per trasformare il rifiuto in risorsa. Dobbiamo continuare a lottare per questo e a mostrare coraggio per rimanere a vivere nel territorio vesuviano.
Questo c’è nei miei quadri.

Dalla tua storia ho capito che continui a cercare un posto nel mondo, qual è il tuo motto?

Non fare mai domani quello che puoi fare oggi.
E ovviamente , FORZA NAPOLI!!!!

Antonella ti facciamo nuovamente i complimenti e soprattutto un in bocca al lupo per i vostri obiettivi.
Grazie mille e ci vediamo per strada 😉

Puoi contattare Antonella per avere maggiori informazioni sull’iniziativa sulla sua pagina Facebook .

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